Scomparso il giornalista liberale Arturo Diaconale

Scompare con Arturo Diaconale, morto a 75 anni, un giornalista, saggista, già membro del consiglio d'amministrazione della RAI, dirigente sportivo (della"Lazio") un esponente della cultura liberale, spesso anche vicina a quella del Partito Radicale, in specie quando questo era guidato da quella figura-chiave di quel tipo di cultura politica che era Marco Pannella (scomparso 4 anni e mezzo fa).

Diaconale era politicamente impegnato per la ricostruzione di un partito liberale (impresa difficile, sic rebus stantibus), e quindi rimaneva un outsider, un Don Quijote nel senso migliore (quello vero) del termine, detto anche da chi (come chi stende questa nota) si colloca diversamente in campo culturale e politico.

Eugen Galasso

Abissale distanza di qualità tra i politici di ieri e di oggi

In genere su Giulio Andreotti, quasi fino alla sua morte, ma in parte anche dopo la stessa, si erano riversate offese, insulti, fantasmatiche attribuzioni di colpa (notoriamente con gravi risvolti anche processuali) ma oggi l'affermazione andreottiana "A pensar male si fa peccato ma in genere si coglie nel segno" viene riabilitata e usata, anzi, anche da parte di storici oppositori (Grillini, Leghisti, altri).

Non è il caso di parlare di "governissimo"

Il fatto che sui "ristori" (comunque sulla manovra "tampone" rispetto ai pagamenti di fine anno e altro, in sostanza sui "debiti") l'opposizione di centrodestra sia stata unita in una posizione da Berlusconi ed abbia votato con il governo appare positivo, nel senso che il governo ha votato alcune delle misure chieste dall'opposizione, per "partite IVA" e altro.

Da qui al "governissimo" (espressione sciocca, peraltro, e priva di senso, in quanto un governo si basa su una maggioranza, in genere e comunque il "consensus omnium"-"consenso di tutti" è cosa insensata, para-dittatoriale), ce ne vuole.

Altra cosa sarebbe stata (ma a condizioni diverse, senza Conte e Speranza, per esempio) un "governo di salute nazionale" (o pubblica) sul modello della Gran Bretagna churchilliana durante la Seconda Guerra Mondiale, che coinvolse conservatori e laburisti. Certo, il Covid 19 non è guerra, ma è emergenza nazionale, anzi mondiale (se l'ONU funzionasse come dovrebbe...).

Eugen Galasso

Frizioni nel Centrodestra

Ormai chiare le frizioni all''interno del "Centrodestra" (con o senza trattino? Forse ormai con un trattino che separa i due elementi...).

Ancora una figuraccia per Speranza

Dopo la figuraccia in TV (ma non solo), il ministro della Salute Speranza (con quel nome...) - figuraccia che lo aveva costretto al ritiro del suo libro sul Covid 19 - ora torna alla carica con l'affermazione per cui "con tutti quei morti pensare al Natale è lunare".

Scompare a 90 anni Sean Connery, grande attore e grande uomo!

A 90 anni compiuti è "andato via" Sean Connery o meglio Sir Thomas Sean Connery, interprete non solo (è bene ricordarlo) dei film di James Bond, dai romanzi di Ian Fleming, (anche se, certamente, per questi è rimasto memorabile poichè ha dato al personaggio caratteristiche che, dopo di lui, solo Roger Moore è riuscito non ad eguagliare (forse) ma almeno a rendere in modo adeguato, degno del modello (personalmente dirò sempre: "Il vero Bond è Connery").

Di umili origini, solidamente e orgogliosamente scozzese (ed è stata una mossa intelligente attribuirgli, da parte dell'United Kingsdom, Regno Unito, il titolo di "Sir"), Connery ha sempre ribadito questa sua origine celtica (il padre, scozzese, era di origini irlandesi) diversa da quella anglosassone degli Inglesi (aveva tatuato sul braccio destro la scritta"Scotland Forever", peraltro mai esibita nei film, fatta incidere quando svolgeva mestieri umili, prima di divenire attore).

Aveva recitato anche a teatro, in TV, in film ben diversi da quelli di Bond, come "Marnie" (1964) di un altro sir, Alfred Hitchcock, il più grande regista di tutti i tempi a giudizio di quasi tutti gli storici del cinema, "The Hill" (La collina del disonore) di Sidney Lumet (1965), "The Man Who Would Be King" (L'uomo che volle farsi re), 1975 di John Huston da un bellissimo racconto di Kipling, "Il nome della rosa" di Jean-Jacques Annaud dal thriller medievale di Umberto Eco, "The Untouchables" (Gli intoccabili) di Brian de Palma (1987). Grandi registi, come si vede dai pochi titoli qui citati.

Personaggio gentile, umano, vegano convinto ma anche impegnato per la difesa del creato nel suo insieme (fauna e flora, ambiente), Connery rimane giustamente molto di più di un semplice "idolo"dei mass-media.

Eugen Galasso

“Intrecci”: a Bolzano il 31 ottobre parliamo di cultura e tessuti. Collegati on line! E' facile e comodo.

Sabato 31 ottobre 2020, dalle ore 15.00 alle ore 19.00, unicamente in diretta Zoom, l'Agenzia di Educazione permanente Cedocs, con il sostegno della Provincia autonoma di Bolzano, Assessorato alla Cultura italiana, organizza la terza edizione di “Intrecci”, evento a cadenza annuale dedicato all’incontro di culture, lo scambio sociale ed il confronto. L'edizione di quest'anno si intitola “Tessuti: le culture e il telaio” e sarà curata, come nelle precedenti edizioni, dal noto sociologo Adel Jabbar. 

PER ACCEDERE ALLA DIRETTA che inizierà ALLE ORE 15.00 di sabato è necessario andare sul sito del CEDOCS all'indirizzo www.cedocs.it per trovare il LINK aL PROGRAMMA ZOOM MEETING. non sono richiesti costi di collegamento. 

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