Scissione ... non scissione ... che accadrà al PD?

Una conferma, quest'assemblea del PD, dell'indecisione di questo soggetto politico. Nato 10 anni fa dalla "fusione a freddo" tra ex-democristiani "popolari" (o "di sinistra", poi già nella "Margherita") ed ex-comunisti (ex-PCI, poi PDS, poi DS), il partito che occhieggiava al "Democratic Party" USA (con grottesche citazioni, ricordo...) e dunque all'"Ulivo Mondiale" clintonian-blairiano-prodiano, sembrava sull'orlo della scissione, quando l'intervento del candidato anti-renziano (ma già renziano, anzi deciso sostenitore del "vate di Rignano") Michele Emiliano, attuale "governatore" della Puglia, sembra avere raffreddato gli animi, portando il rinvio a un'eventuale scissione o ricomposizione (difficile, non impossibile, siamo in Italia ma soprattutto in area PD...).

Poi, finita l'assemblea nazionale del 19 febbraio, di nuovo il livello della polemica è salito, con lo stesso Emiliano che minaccia fuoco e fiamme a fronte dell'atteggiamento assunto da Renzi, e dai suoi fedeli dirigenti, tornando a dare per più che probabile l'uscita degli sconenti dal PD nei prossimi giorni.

Il PD, partito-non partito, carente di ideologia, come ripete non a torto l'anziano Ciriaco De Mita, manca però anche di altro: oltre ai riferimenti ideologici, manca di qualcosa d'altro, forse attualmente più importante: la capacità di risolvere i problemi del paese italia, accentuati dalla terribile crisi economica, che perdura dal 2008 se non dal 2007.

Eugen Galassso

Last modified onDomenica, 19 Febbraio 2017 21:53