Eugen Galasso

Eugen Galasso

I radicali cercano una strada dopo Pannella

In un dibattito fiorentino recente, gli ormai quasi assenti radicali hanno voluto ricordare, presentando il libro di Mario Lensi "Oltre Chiasso", l'opera di Marco Pannella che era "il Partito radicale" (lo dice Lensi stesso, ma anche Vincenzo Donvito, presente, e Andrea-Maijd Valcarenghi, che per il libro ha scritto la prefazione) e il Partito radicale transnazionale.

Ma...facit: A) il partito radicale transnazionale non esiste più (lo dicono loro stessi-e); B) anche il Partito radicale attivo in Italia è dilaniato dalle lotte tra pannelliani e boniniani (idem, detto anche da loro),  C) il progetto di nonviolenza e Satyagraha gandhiano rimane un "tèlos", un nobile fine da raggiungere, ma sempre contraddetto dai fatti.

Nuove strategie, dice Lensi, che propone, invece di elezioni e referendum (che un tempo per i radicali erano "the promised land", la Terra promessa, si noti), il sorteggio come nella pòlis ateniese: ora, oltre al fatto che in Atene dalla partecipazione alla vita politica erano esclusi schiavi, donne (sic!) e stranieri, il sorteggio funziona quando la società è composta da poche persone, mentre nel sorteggio oggi, nella megalopoli nazionale e e globale, possono "prevalere i pessimi" (lo diceva Vincenzo Cuoco nel suo "Saggio sopra la rivoluzione partenopea del 1799"), ossia i peggiori, ma anche esserci giganteschi brogli.  

Non sono certo io a negare i notevoli meriti storici del partito radicale,anche se non sempre e su tutto, ma forse i radicali rimasti, anche se "mave sanza nocchiero in gran tempesta" (Dante, che parlava dell'Italia - e va bene tuttora) dovrebbero riflettere sulla loro dipendenza assoluta da un leader e sulle loro non poche contraddizioni economiche (sono spesso stati/e apologeti del neoliberismo).    

Eugen Galasso

Argomenti del dibattito sulle riforme istituzionali italiane

Si avvicina il referendum sulle modifiche alla Carta Costituzionale e si intensifica il dibattito pubblico. Ci sono posizioni veramente troppo semplificatorie su questo che è un tema tanto delicato quanto importante per definire l'assetto complessivo dello Stato, e quindi su come i cittadini ritengono debba essere strutturato il loro Stato. Troviamo un intervento di Claudio Martelli, (in un fondo a pp.1-2 del "QN-Quotidiano nazionale" di giovedì 7 luglio) che, per portare avanti una riflessione sulla situazione politica creatasi con il ventilato referendum sulla riforma costituzionale, non trascura il passato, raffrontandolo con il passato prossimo dell'"ossessiva campagna mediatica e giudiziaria contro Berlusconi", ma anche con la situazione presente di Ostia, dove le non condanne sembrano smentire il teorema di "Mafia capitale".

Contraddizioni della giustizia, impossibilità di conciliare diritto e procedura? Lo sapremo o non lo sapremo mai? Una revisione dei codici sarebbe ancora una volta d'uopo...

In altri paesi, ha ragione ancora Martelli, statisti come Kohl, Mitterand, Sarkozy non sono stati spazzati via dal loro posto per "le attenzioni delle rispettive procure". E poi esamina anche la crisi globale, di tipo economico (ma sempre anche politica) con il pericolo di voler "distruggere la domanda per risanare i conti" (la ricetta anche iterata di Mario Monti, con gli esisti negativi noti) oppure l'azione politica dei populisti che arrivati al governo (nei Comuni, per ora, ma c'è che scommette sul loro successo anche a livelli istituzionali più alti) non sanno che cosa fare...

La distruzione della classe dirigente politica sostituita da tecnici è golpe, il populismo non si sa dove porti...

Eugen Galasso

Patchwork, only (or all is) patchwork

Vari esempi di "patchwork" nella produzione artistica contemporanea: dall'arte dei collages o dei materiali incollati per le arti visive, dalla contaminatio tra diversi generi musicali (rock pop e musica classica, per esempio, oppure jazz e sinfonia, musica strumentale e cantata, altro ancora), così anche in teatro: ne è ottimo esempio nella selva di Gallignano, nel comune di Ancona, un curioso spettacolo teatrale, composto da una commedia ("farsa" tecnicamente, ma dagli alti intenti, di Federico Garcia Lorca, "La zapatera prodigiosa" (La calzolaia prodigiosa), mentre lo spettacolo, che si chiama "... e fu così che dalla Selva spuntò un somaro, un sospiro e una stella!",  compone il testo lorchiano, che è una riflessione sull'amore e i suoi fantasmi-riflessi impropri, ma contiene al suo interno la grande leggenda di Ovidio su Dafne e Apollo, ossia "dei legami d'amore", ma anche un monologo (quello del"caballero") tratto dal "Don Juan" di Molière, musiche varie, ma il cui nucleo forte sono due brani della cantautrice ed etnomusicologa sarda Marisa Sannia, (non a caso studiosa di Garcia Lorca ... tout se tient), oltre ad alcune notevoli performances con l'accordéon.

Ma non è finita: c'è anche una vera e propria lezione, con tratti umoristici ma anche seri, sull'astrologia, a cura di Paolo Cortucci, astrologo diplomato in England e docente di astrologia.

Il tutto a cura dell'Associazione culturale "I Trucioli", regia e ideazione di Gemma Scarponi, con la collaborazione fattiva del Centro Botanico "Selva di Gallignano", della Politecnica delle Marche, Facoltà di Agraria, nella bellissima (non troppo conosciuta, ma straordinaria) Selva di Gallignano.

Patchwork, only (or all is) patchwork, come ama dire chi scrive, ma corrisponde alla fattualità, pe così dire.    

Eugen Galasso

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Michael Cimino, regista di grandi film, è scomparso

Il regista e autore cinematografico newyorkese di origini italiane Michael Cimino è morto a 77 anni: ricordiamo i suoi film migliori, "The Deer Hunter" (Il cacciatore, 1978), "Heaven's Gate" (i cancelli del cielo, 1980) e "Desparate Hours" (Ore disperate, 1990). E' stato autore controverso, "difficile", favorendo molte interpretazioni diverse del suo cinema, con vari fraintendimenti, come è successo in particolare per "Il Cacciatore", che qualche critico aveva lettore come esempio tipico dell'imperialismo USA e della superiorità della razza bianca, quando invece esso non ha affatto un "messaggio", tantomeno di questo tipo, ma rimane un esempio di cinema "alto", caratteristico di una ricerca culturale-artistica polisemica per eccellenza, che favorisce tante letture diverse, proprio perché intimamente problematica.

Già sceneggiatore, Cimino, laureato in arti visive, era passato alla regia nel 1974 con "Thunderbolt and Lightfoot" (Una calibro 20 per lo specialista), film di grande perizia anche tecnica, con un grande interprete come Clint Eastwood.

Eugen Galasso

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