Gentiloni apre il Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini

Esordio del Meeting di "Comunione e Liberazione" a Rimini, un appuntamento ormai istituzionale, che si ami o meno (io molto meno...) il movimento ecclesiale in questione, con il consueto discorso del "primo ministro", stavolta Paolo Gentiloni, impegnato a commentare il terribile attentato nella capitale catalana... con la consueta voce cantilenante, noiosa, che dà l'impressione di ripetere frasi di circostanza.

Può essere solo un'impressione, ma anche le impressioni hanno qualche ragione d'essere e spesso sono quantomeno segnali da cogliere...

Ribadendo poi l'assolutezza dello "ius soli" (non voglio qui fare valutazioni), Gentiloni va incontro a polemiche certe, in settembre, che saranno più forti dopo quanto successo in Catalogna, appunto...

Eugen Galasso

Cosa mostra l'attentato ISIS di Barcellona

Ora, dopo l'attentato di giovedì a Barcellona, con tutte le controversie (per fortuna ora sullo sfondo) tra Cataluna e Espana, torna il terrore. Un disastro, invero, un'ulteriore tragedia che sembra ormai confermare: A) Che nessun paese europeo e occidentale (ma non solo, vale per tutto il mondo) è sicuro rispetto a questo terrorismo fanatico. Al tempo stesso, vari politologi e specialisti dell'Islam, continuano ad affermare, riferendosi alle débacles militari dell'ISIS, in specie in Siria, che lo stesso ISIS sarebbe in crisi, mentre questi sarebbero solo "lupi solitari". Non credo sia così: la forza di penetrazione e propaganda dell'ISIS, purtroppo, continua ancora a fare proseliti... ; B) Che la politica di Obama, troppo "filoislamica" è stata, per molti aspetti, catastrofica, comunque non ha fatto molto per impedire l'avanzata dell'ISIS, anzi... Eugen Galasso

Ciao al Gabibbo

"Belandi", "Besugo d'un besugo": non erano proprio complimenti quelli "emessi" dal "Gabibbo", maschera TV nota a tutti ("Striscia la notizia" etc.): la voce e anche il "manovratore" era Gero Caldarelli, morto quando stava compiendo 75 anni. Torinese, non Genovese, mimo professionista da molti anni, aveva studiato alla Scuola di Mimo del Piccolo Teatro di Milano (Strehler etc.) esibendosi, parecchi anni fa, lui , piuttosto basso di statura (1 m e 35 cm.) come "Micky Mouse", davanti a Walt Disney, che apprezzò.

Poi, con Maurizio Nichetti, fondò "Quelli di Grock", ma la vera popolarità gliela diede il personaggio del pupazzo in rosso. Il nome (l'invenzione è di Antonio Ricci, si riferisce al nomignolo, piuttosto dispregiativo, dato dai marinai della Repubblica marinara di Genova agli scaricatori di porto eritrei, spesso di nome Habib e per estensione a tutti i non Liguri un po' volgari. Un po' prepotente, il personaggio televisivo, lo è, ma anche Genovese verace) ed efficacissimo alla TV, dove vale la frase di Enzo Jannacci: "La televisùn la gìha na forsa de leùn", ma vale anche la bravura del mimo in questione.

Eugen Galasso

Cambiamento del clima: superare la "vulgata" ed approfondire le azioni da promuovere

Oltre a prendersela con Donald Trump per la questione coreana (forse è vero che Kim Jong-Un gioca ai razzi, ma non si sa mai...lasciargli far tutto non sembra opportuno, anche se forse i modi del presidente USA sono troppo rudi, come sono esagerati per il Venezuela, dove la soluzione dovrebbe venire dai soli Venezuelani), molte persone lo odiano per la questione climatica.

Acquaprad: il mondo affascinante dei pesci di acqua dolce

Ricco anche di giochi, domande e informazioni sul mondo affascinante dei pesci d'acqua dolce (naturalmente per i pesci d'acqua salata, ossia di mare, ci sono i due grandi acquari, a Genova e a Livorno, ma anche altre realtà minori-locali), Aquaprad, sito a Prato allo Stelvio (ormai in Alta Val Venosta, tra Silandro e Malles) offre la possibilità di confrontarsi con il mondo di quelle creature acquatiche affascinanti che, appunto, sono i pesci, (tecnicamente: Superclasse di vertebrati eterotermi), dai più piccoli (il barbo, per es., ma ci sono pesci ancora più piccoli), ai più grandi (carpe, trote), senza escludere creature simili, anche per abitudini e habitat, come le salamandre, che sono anfibi.

Vediamo di capire il perchè della crisi venezuelana

L'atteggiamento dei media internazionali rispetto alla crisi in Venezuela è "curiosa": da un lato negli States tutti schierati contro Nicolas Maduro Moros, anche se criticano Donald Trump, in Europa qualche differenza esiste, con vari apologeti (ma c'è Aldo Grasso, studioso di TV, che attacca gli stessi, definendo tout court Maduro un dittatore), mentre la situazione sembra essere più complessa.

Al potere attuale (quello che si dice "chavista"-"bolivariano) c'è una nuova élite militare, con una parte del proletariato chavista ancora fedele a Maduro, che tende alla dittatura; dall'altra un'opposizione frazionata e frastagliata, dove la vecchia alta borghesia, appoggiandosi agli States e ad altri paesi, anche latinoamericani, cerca di accerchiare il potere, per ritornare dov'era. Rivalità tra bande, come dice qualcuno, dove golpismo e caudillismo sono sempre dietro l'angolo... Putschismo, contro-putschismo (o di segno leggermente diverso), comunque il Venezuela è da almeno un anno in una situazione terribile, creata paradossalmente da Maduro ma anche dai suoi antagonisti...

Eugen Galasso

Strage di Bologna del 1980. Si commemora ogni anno ma certezze sugli autori ancora mancano.

Ricorre l'anniversario della strage di Bologna del 2 agosto 1980. E' stato trasmesso anche un film che la rievoca, i giornali ne hanno scritto nuovamente. Ma è da segnare il fatto che, a 37 anni di distanza, i mandanti non sono stati identificati.

Che però, nelle rievocazioni, "Libero", abitualmente attento alle cose, parli senz'altro di responsabilità estere, id est palestinesi, anzi della componente palestinese filosovietica (allora l'URSS c'era ed era una presenza "pesante"), mentre - sempre secondo questa narrazione - la pista neofascista sarebbe stata solo un'attribuzione di comodo, un depistaggio: ciò a me pare francamente esagerato. Le responsabilità neofasciste appaiono certe, al di là di eventuali ingerenze straniere, il che non vuol dire che siano stati precisamente Valerio (Giusva) Fioravanti e Francesca Mambro gli esecutori materiali dell'attentato (su questo ci sono ancora dubbi).

Vari anni fa (era forse il 2011) avevo assistito a Bologna, in Piazza Maggiore, a un documentario significativo sulla strage. Desecretare gli atti sarebbe più che opportuno, che non vi siano ancora certezze è scandaloso, che i familiari delle vittime protestino appare assolutamente nella logica delle cose, che quest'anno sia toccato al ministro Galletti sorbirsi i fischi è quasi una condizione fisiologica.

Eugen Galasso

Moralisti vecchi e nuovi tengono ancora e sempre Craxi nel mirino.

In un ottimo e molto equilibrato saggio, in "Nuova Rivista di Storia Contemporanea", Anno XIX, n.6, Novembre-Dicembre 2015, Roberto Chiarini, storico della politica e docente di Storia dei partiti politici, esamina come la figura di Bettino Craxi sia andata incontro ad una demonizzazione sostanziale, incurante di rivalutazioni successive.

Venezuela: il fallimento politico economico del Presidente Maduro

L'esperienza del Venezuela presieduto da Nicolàs Maduro Moros (successore designato di Chavez, scomparso ormai tre anni e mezzo fa), appare sostanzialmente catastrofica: in tre anni il paese si è paurosamente impoverito, vi è in atto una vera e propria guerra civile (non mascherata, ma reale), con morti e feriti.

Chi scrive non esclude che tra gli oppositori ci siano forze di estrema destra, più o meno avallate (o sostenute) dalla CIA o da altre organizzazioni consimili, ma l'esito dell'"amministrazione Maduro" non è comunque in alcun modo "giustificabile": Maduro, che oltre a tutto sembra sia Colombiano (in America Latina, anche nei paesi "di sinistra", il nazionalismo è sempre stato fortissimo - Peron e i peronisti in Argentina, Castro, Fidel e Raùl a Cuba etc.), ha iniziato male (facendo sparare su un gruppo di studenti) e ha proseguito peggio, con le conseguenze che vediamo... ogni giorno, oltre a tutto...

Un vero disastro, politico (caudillismo verso le opposizioni), economico, sociale, con il cibo che non si trova, l'energia elettrica razionata (assurdo in un paese come il Venezuela, uno dei principali produttori di petrolio al mondo) mentre Maduro e i suoi, orientati ad imporre una Asamblea Nacionàl Constituyente, sanzionata dal referendum (blindato, se non proprio "truffa"), si barrica verso l'esterno, ricorrendo alla repressione poliziesca e militare (quasi solo i militari appoggiano il suo governo).

Eugen Galasso

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