Proposte a teatro a Bolzano ad inizio gennaio

Proposte teatrali interessanti, in quel di Bolzano. Il giorno 7 gennaio, con "Molière: la recita di Versailles", al Teatro Cristallo, ore 20 e 30, messa in scena di Giampiero Solari con Paolo Rossi e Lucia Vasini. "L'impromptu de Versailles" (1663) è uno dei testi con i quali Molière attacca, o meglio, risponde agli attacchi di chi gli rimproverava di sostenere teti materialistiche ed ateistiche ("libertinismo", non "libertinaggio").

Lo stesso giorno va in scena (ma in realtà è in scena dal 5 all'8 del mese), nella sala grande del Teatro Comunale, "The Pride" (L'orgoglio) di Alexi Kaye Campbell, autore teatrale cinematografico di origini anglo-greche, che propone due storie parallele di tematica gay, che però potrebbero valere altrettanto per relazioni etero o transgender. Riflessioni in scena, dove sentimenti ed emozioni contano più della razionalità o almeno vengono prima della stessa. Regia e interpretazione da protagonista di Luca Zingaretti (arcifamoso per il pubblico TV), con Valeria Milillo, Maurizio Lombardi e Alex Cendron.

A chi legge l'imbarazzo della scelta, tra un testo contemporaneo e uno (il primo citato) di secoli fa, ma reso "modernamente" e di tematica comunque diversa.

Eugen Galasso

La "sinistra cristiana": un vecchio libro di Ossicini ne fa risaltare i limiti

Ritrovando e poi leggendo-annotando un libro "d'antan" (1998, in realtà, ma i quasi vent'anni passati nel nostro tempo iper-dromologico sembrano un secolo e più), precisamente "Il fantasma cattocomunista e il sogno democristiano" (Roma, Editori Riuniti), di Adriano Ossicini, resistente, psicologo, psicoterapeuta e medico romano, classe 1920, fondatore della "Sinistra cristiana" assieme ad altri personaggi come Antonio Tatò, Franco Rodano, Filippo Massimi, Claudio Napoleoni( significativo economista), Fedele D'Amico (musicologo, tra l'altro, di notevole rilievo).

Pregiudizi da smontare sulle scuole italiane e tedesche in Alto Adige/Südtirol

I pregiudizi, si sa, sono duri a morire: così quello relativo alla presunta superiorità didattica delle scuole in lingua tedesca (si parla di Alto Adige/Südtirol, sempre che il primo termine sia ancora "omologato" dato l'esito di recenti votazioni in Consiglio provinciale!!) rispetto a quelle di lingua italiana. Non ho competenza per parlare di scuola primaria e secondaria di primo grado ("medie inferiori"), ma di scuola media superiore sì, premettendo che non insegno nelle scuole e in A.Adige (o come lo si voglia chiamare) dal gennaio 2003 e in 14 anni tutto può essere cambiato (ho fatto una capatina in un istituto tecnico commerciale in Lingua tedesca nel 2008-2009 come esperto in disegno onirico, però).

Gospel, canti di speranza di riscatto. Per scambiarsi gli auguri in tutto il mondo!

Nel periodo natalizio e spesso anche pasquale per ogni dove (USA, Europa, ma anche altrove, Asia, Africa, ultimamente persino Latinoamerica dove vige una gelosia incredibile verso ogni genere musicale che non sia salsa, merengue, ballenato, bolero, folclorico, in Argentina tango, i "vilancicos", cioè le canzoni sacre, in specie natalizie, etc., insomma i generi locali), domina incontrastato il gospel (letteralmente=vangelo, nuovo annuncio), genere nato tra gli anni Venti e i Trenta dello scorso secolo tra gli schiavi afroamericani nei campi di cotone.

L'elefante Solimano riscuote sempre curiosità ed affetto. Suggestivo spettacolo a Bressanone.

Bello! Bello! Bello! Lo spettacolo della favola dell'elefante Soliman che "va in scena" ogni sera a Bressanone in occasione del Mercatino natalizio è veramente bello. Si tratta di un classico spettacolo nel filone del "luci e suoni", con delle pennellate date da voci fuori campo, che lo rende un'occasione culturale assolutamente godibile.

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Si tratta della storia dell'elefante che fu donato dal re del Portogallo Giovanni III a suo nipote, l’arciduca Massimiliano d’Austria, in occasione delle sue nozze, a metà del '500. L'elefante traversò i mari e le terre, per passare da Bressanone, ed arrivare a Vienna. Dove dopo un po' morì: di malinconia? a causa del clima? per via di un'alimentazione inadatta? Non sappiamo.

Ma in questo spettacolo si parla solo del viaggio dell'elefante, e questo viaggio diventa una coloratissima favola, con la proiezione scenografica e suggestiva di immagini in movimento a suon di musica sulle pareti interne del cortile dello storico palazzo vescovile brissinese, con musiche che si sposano in modo armonico con i disegni in movimento, con le voci fuori campo che, in tedesco ed in italiano - le lingue altoatesine assieme al ladino - si alternano in maniera sublime ed intelligente, non con una mera traduzione di testi, ma con frasi che aiutano sia lo spettatore che  capisce l'italiano che quello che capisce il tedesco a seguire lo snodarsi della favola di Soliman l'elefante.

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Lo spettacolo si ripete tutte le sere dal 24 novembre all'8 gennaio, tre volte ogni sera per 40 minuti, con la fila di persone pronte ad entrare passando sul vecchio ponticello levatoio che supera il fossato che contorna il palazzo del Principe Vescovo.                          

 

 

Antisemitismo. Importanti le cose dette da Marko Feingold in un intervista all' "Alto Adige" di Bolzano

L'intervista con Marko Feingold, vittima di shoah, internato in molti lager nazisti (Dachau, Buchenwald, Neuengamme, Auschwitz), fortunosamente sopravvissuto  (ora ha 103 anni, vive a Salzburg/Salisburgo, è presidente della locale comunità ebraica) ne "L'Alto Adige" del 23 dicembre 2016, p.10, induce a molte riflessioni: nonostante la vittoria presidenziale di Van der Bellen, l'Austria è ancora un paese dove "L'antisemitismo è ancora largamente diffuso in molti strati della popolazione, soprattutto nelle zone rurali... In sintesi: io credo che una bella fetta della popolazione austriaca sia antisemita ed una fetta ancora più grande sia xenofoba... In Austria un ebreo deve sempre avere la valigia pronta...".

Smentiti luoghi comuni su Tramp

Sarà anche un paragone improprio, ma a Donald Trump, la cui "nobilitate" "si parrà" se è tale, è stato gettato addosso fango come a Berlusconi ma anche come a Lucio Battisti, definito dal solo Pierangelo Bertoli "un fascista", definizione rimasta forever and ever, salvo smentite sul campo... molte e di prima mano, da parte di Battisti, di Mogol, di Pasquale Panella, il poeta "post-ermetico" (definizione tutta da valutare) che scrisse i testi dei suoi ultimi motivi musicali.

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