conferenze

Si fa spettacolo!

Il cardinale elemosiniere (polacco-un altro, di altra nazionalità, forse non ci sarebbe riuscito) Konrad Krajewski, su indicazione papale, ha riattaccato la corrente a un edificio di Roma, sito in via Santa Croce in Gerusalemme, abitato illegalmente da extra-comunitari, anche clandestini.

Il lupo in Alto Adige: una presenza da gestire

Oddio, che fine ha fatto il lupo?
In Alto Adige sembra funzioni cosi: un giorno si parla solo di questo, il giorno dopo silenzio assordante. Dopo le ultime polemiche di inizio aprile 2019 legate ai risultati dell’indagine di Eurac Research sull’attitudine dei residenti e dei turisti verso il ritorno del lupo in Alto Adige, il vuoto più assoluto. Ora una nuova fiammata, è proprio il caso di dirlo, con l'associazione dei contadini che fa notizia per le proteste per la presenza del lupo (con qualche svarione di tono politico-nazionalista che proprio non ci sta', se non in campagna elettorale). 

Bravo Gianni!

Gianni De Michelis, a 78 anni, se ne va per sempre. Fedele fino alla fine, a Bettino Craxi (chi scrive, lo ricorda piangente in TV, dopo l'annuncio della morte del leader naturale), esponente del socialismo italiano ed europeo, per anni boicottato e bistrattato da chi aveva interesse a farlo (Enzo Biagi lo definiva "avanzo di balera", e sui locali da ballo ci scrisse infatti un libro!), rimane l'esponente di una filosofia di vita troppo spesso considerata tout court gaudente e spensierata, come se De Michelis non si fosse impegnato in quanto faceva: tante volte ministro, comunque sempre a ricoprire incarichi importanti, docente di chimica.

Vigili del fuoco volontari in Alto Adige: una ricchezza del territorio

Prezioso e insostituibile è il lavoro dei Vigili del Fuoco Volontari in Alto Adige. Ogni anno sono migliaia i loro interventi: ad esempio, nel 2017 un totale di 10.880, nel 2018 un totale di 12.006.
Dislocati sostanzialmente in ogni comune dell’Alto Adige, abitanti del territorio medesimo, i volontari conoscono perfettamente la loro zona di competenza garantendo così la massima celerità ed efficacia.
Le principali parole d’ordine sono: cameratismo, coesione e lavoro di squadra, impegno sociale ma anche formazione, responsabilità, identità, apprezzamento e, perché no, adrenalina alle stelle.

Ne abbiamo parlato con il dott. Ing. Christoph Oberhollenzer, Direttore dell’Unione Provinciale dei Corpi dei Vigili del Fuoco Volontari Alto Adige, con sede a Vilpiano, presso la quale si svolgono anche i corsi di formazione.
Al testo tedesco segue il testo in italiano.

Alto Adige 1945-48. Al Centro Trevi Giovanni Perez ci racconta il dopoguerra

Grazie alla collaborazione tra Cedocs, Centro Audiovisivi di Bolzano e lo storico ex caporedattore dell’Alto Adige, Giovanni Perez, mercoledì 15 maggio 2019 dalle ore 18.00, presso il Centro Trevi in Via Capuccini 28, ci sarà una serata evento dedicata alla storia altoatesina attraverso la visione del documentario “Alto Adige/Suedtirol 1945-1948”, ideato e realizzato dallo stesso Giovanni Perez.

Cause d’infarto e aritmie cardiache, al Cedocs ce ne parlerà il dottor Walter Pitscheider

Cedocs, con il sostegno della Provincia autonoma di Bolzano, ha in programma due conferenze presso la sua sede di Corso Italia 13M, il 9 ed il 15 maggio alle ore 15.45, presentate dal dottor Walter Pitscheider, ex primario di cardiologia dell’Ospedale San Maurizio ed ex coordinatore sanitario del comprensorio di Bolzano.

Al giorno d’oggi, nonostante le diffuse conoscenze e sicuramente il costante miglioramento di cibi ed ambiente, sono le nostre abitudini e stili di vita a minare la nostra salute, esponendoci ad innumerevoli patologie, tra le quali quelle cardiovascolari. Su tutte l’infarto, che può trasformarsi in una tragedia.

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Dottor Walter Pitscheider, è vero che rischiamo essere noi la causa dei nostri malesseri, nonostante il miglioramento delle conoscenze a riguardo?

Per quanto riguarda l’infarto cardiaco le conoscenze e le possibilità di intervento in fase acuta sono enormemente superiori rispetto a quanto si sapeva e si poteva fare quando, ad esempio, ho iniziato a fare il cardiologo alla fine degli anni 70. Anche la coscienza dei fattori di rischio che condizionano lo sviluppo delle cardiopatie (in particolare della malattia delle coronarie) è decisamente progredita nella popolazione.

A questa “coscienza” non è però sempre associata una effettiva correzione delle abitudini e degli stili di vita che minacciano la nostra salute. Mi riferisco ad esempio al fumo di sigaretta, alla scarsa attività fisica, all’eccesso di peso che nella società del benessere spesso interessa anche i bambini. Se da un lato è molto migliorata la possibilità di intervenire durante un evento acuto (ad esempio un infarto) non si può dire che nella popolazione in generale sia molto migliorata la prevenzione o, per dirlo più precisamente, il comportamento delle persone.

Quali sono i soggetti più colpiti da eventi cardiovascolari e quali sono i maggiori fattori di rischio?

I soggetti più esposti ad eventi cardiovascolari (mi riferisco specificamente agli infarti cardiaci) sono quelli con molti fattori di rischio. Ci sono fattori di rischio non modificabili come la tendenza familiare, l’età ed il sesso maschile (gli uomini sono colpiti come le donne ma circa 10 anni prima): è ovvio che contro questi fattori di rischio non si può fare nulla. 

Si devono invece correggere/curare i fattori di rischio modificabili: i principali tra questi sono il fumo di sigaretta , la pressione arteriosa troppo alta, l’eccesso di colesterolo nel sangue, il diabete, la mancanza di attività fisica e l’eccesso di peso.  Qui ci vuole l’impegno diretto delle singole persone e non si tratta di fare visite o esami specialistici. Dobbiamo evitare di fumare, calare di peso se siamo sovrappeso, fare più attività fisica, ridurre i grassi nella dieta, misurare la pressione ed eventualmente curarla, diagnosticare e curare con grande attenzione il diabete.

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Va sottolineato che nel singolo soggetto è assolutamente impossibile, anche con vari esami specialistici, prevedere con sicurezza se e quando avrà un evento cardiovascolare (infarto). Siamo in grado di prevedere il numero complessivo di infarti che si verificano in un anno nella nostra popolazione provinciale, ma non siamo certo in grado di identificare con certezza a chi succederà. I soggetti con molti fattori di rischio sono sicuramente molto più esposti al pericolo, ma sono un gruppo relativamente piccolo. Visto che la larga maggioranza della popolazione è a rischio medio o medio-basso sono proprio questi a “produrre” gran parte degli infarti, e sono quelli che ti chiedono …. “Ma scusi, dottore, perché è successo proprio a me che non fumo, ho la pressione normale e faccio una vita sana?”

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Come si possono prevenire le malattie cardiovascolari e quali i consigli per una corretta prevenzione?

Per prevenire le malattie cardiovascolari dobbiamo eliminare tutti i fattori di rischio modificabili: non fumare, fare molta attività fisica, ridurre il sovrappeso, modificare i comportamenti alimentari scorretti e raggiungere valori di colesterolo normali. E' importante misurarsi la pressione e nel caso di pressione elevata affidarsi al medico per una cura adeguata. Basilare è curare con grande attenzione il diabete se ne siamo affetti.

Oggi siamo tutti più consci di questo rischio? Oppure manca ancora dell’informazione ?

In questo campo l’informazione sicuramente non guasta, purché non si intenda solamente la pubblicità martellante per vendere questo o quel prodotto. Serve certamente essere informati sui rischi e sulle misure di prevenzione da adottare. Ma l’informazione e la conoscenza non sono, da sole, sufficienti. Si deve conoscere e poi si deve agire, ognuno deve agire. Si tratta di impegnarsi a modificare i propri comportamenti e questo lo dobbiamo fate tutti noi. Sia chiaro: per NON FUMARE o per SMETTERE SUBITO, per MUOVERSI MOLTO DI PIU’, per RIDURRE IL SOVRAPPESO non servono i farmaci.

Dunque, appuntamento al Cedocs, il 9 ed il 15 maggio alle ore 15.45, per approfondire questi argomenti con il dottor Walter Pitscheider. 

Antonio Gramsci, 85° anniversario della morte

A ridosso del 25 aprile, passato da meno di una settimana, ricorre l'82 ° anniversario della morte di Antonio Gramsci, morto il 27 aprile 1937 in una clinica romana, dopo anni di atroci sofferenze e di malattie, indotte dalla repressione provocata dal regime fascista per ragioni politiche.

"L'amore sempre": star vicino alle persone morenti

Il 5 Aprile scorso Attilio Stajano ha presentato a Bolzano, presso la Libreria “Librarsi” di Via Milano, il suo libro “L’amore sempre – Il senso della vita nel racconto degli ultimi giorni”, prefazione di Marie De Hennezel – pagg. 200 – €18,00 Ed. LINDAU.

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