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Eugen Galasso

Eugen Galasso

Capire, non giustificare. Per questo va combattuto il "pensiero unico" sulla guerra in Ucraina

Certo, di fandonie, anche filo-putiniane, la stampa e i mass-media ne contengono non poche. Non conosco le tesi (ipotesi, forse meglio) del sociologo Alessandro Orsini, oggi molto attaccato ma anche molto presente nei talk-shows TV. Tuttavia, leggo a riguardo un notevole fondo pubblicato da una rivista culturale ("Le Muse"), firmato dal dottor Davide Borruto, che parla del pericoloso gioco da "pensiero unico" (formula non usata dal vicedirettore citato della rivista) per cui chi formula dei "distinguo" sarebbe senz'altro un "filoputiniano".

Un testimone inattaccabile ci ricorda che l'Ucraina è una nazione ben distinta dalla Russia

A proposito della diversita', e dunque dell'autonomia, culturale (e ovviamente linguistica) dell'Ucraina rispetto alla Russia, fa fede ulteriore una lettera di valore storico di Andrea Caffi (1887-1955) a Giuseppe Prezzolini, il grande intellettuale, certo discusso, che segno' la vita culturale italiana del primo Novecento, in epoca fascista , post-fascista e recente, non senza polemiche.

Per fortuna Putin ha parlato in modo prudente

Pur se con il consueto gioco della "colpa attribuita" ad altri ("abbiamo sventato un'invasione occidentale"), modo di argomentare che ripropone la guerra, fredda ma anche calda, tra superpotenze (aggiornata ad oggi, quindi anche senza il vincolo ideologico), Putin e' sembrato piu' prudente nel discorso del 9 maggio in occasione della commemorazione della vittoria russa sui nazisti.

Decisamente, a parte la retorica patriottica e simili (la riproposizione dei valori tradizionali etc.), il leader russo e' sembrato meno bellicoso di quanto si temeva (le previsioni si sono rivelate ancora una volta errate e/o esagerate) ma, anche in questo caso, non e' detto che poi agisca in coerenza a quanto sembrerebbe di poter evincere da questo suo discorso.

Eugen Galasso

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