20 anni di lavoro del nuovo Teatro Comunale di Bolzano

Per i 20 anni del "Nuovo Teatro Comunale", che ospita sia il Teatro Stabile di Bolzano che le VBB (vereinigte Buehne), nonché varie altre iniziative (l'Operetta, la stagione di Teatro Danza e tanto altro ancora) esce un opuscolo che rievoca i grandi passati dal teatro (ricordo con particolare piacere il grande Paolo Poli e il grande Nekrosius, purtroppo entrambi scomparsi). 

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Il governo nuovo parte in mezzo a molte perplessità

Il governo parte male, con il fardello di proposte diversissime tra Conte-Di Maio (ma saranno poi una vera coppia all'interno dei "5 Stelle"?) da una parte e il PD (ma quale? quello di Renzi o quello di Zingaretti?) dall'altra.

Andrea Papi, "Anarchismo in divenire"

Andrea Papi, teorico e militante libertario, da decenni critico verso la sua provenienza storica (l'anarchismo), non riesce, a mio parere, a rinunciare del tutto alla negazione dello Stato, che invece oggi rimane l'unico argine allo strapotere dei mercati, delle richieste tipo "Ce lo chiede l'Europa", oltre che, soprattutto in Italia, all'individualismo anomico dei cittadini, che, se non obbligati, non farebbero nulla per l'interesse generale.

L'anti-divo Carlo delle Piane è scomparso

Scompare a 83 anni Carlo Delle Piane, attore romano dal fisico particolare, che esordì già dodicenne in "Cuore" di Duilio Coletti, recitando poi con registi come Leonide Moguy, Fabrizi (due volte, in "La famiglia Passaguai" nel 1951 e poi l'anno dopo in "La Famiglia Passaguai fa fortuna"), Steno, Monicelli, De Sica, Corbucci, Vadim, Gassman, Polansky ("What?"-."Che?).

Peter Fonda, icona di un epoca e di un costume, è scomparso

Peter Fonda, un'icona. Ha studiato recitazione, è figlio di Henry Fonda, fratello di Jane, padre di Bridget, ha recitato in tanti film (tra gli altri in "The Trip"-Il serpente di fuoco, 1967), da giovanissimo è salito sul palcoscenico in teatro in commedie come "Harvey", e poi ancora ha recitato in serie TV come anche nella produzione italiana "Gli indifferenti" dal romanzo di Alberto Moravia, diretta da Mauro Bolognini (1988).

Andiamo ad elezioni anticipate?

A mio parere, vista la crisi di governo, un "governo di scopo", "istituzionale", come lo vorrebbe l'ex-premier Matteo Renzi, che chiamo da sempre "il vate di Rignano" (ma qualcuno aggiunge maliziosamente una"r"), "ad vitandas electiones" (per evitare le elezioni) sarebbe un disastro, "peso el tacon che l'buso" (peggio la toppa del buco), in quanto i mercati ma anche i cittadini non attendono i tempi della politica, come dimostrano gli insuccessi (ed è espressione eufemistica) seguiti al governo tecnico di Mario Monti.

In realtà ogni "governo di scopo" è tecnico, in forma magari travestita. Ogni governo tecnico è sempre prono al peggio delle richieste della troppo santificata Europa. Meglio, dunque, le elezioni subito. E se ne "vadano in pace" coloro che non saranno rieletti... 

Una esperienza personale in merito a questo tema mi sembra istruttiva per tutti. Durante un breve soggiorno romagnolo, e parlo di Romagna vera-ossia non la Romagna marittima, non il divertimentificio della Riviera romagnola, ma Forlì e Forlimpopoli (ma a Firenze o a Verona le cose non stanno certo diversamente) ho capito che il clima politico, tra filo-salviniani e anti.-salviniani è molto teso, per non dire incandescente. Colpa certamente di Salvini, troppo succube della società dell'apparire, ma anche dei suoi oppositori, inclini a riduzionismi assurdi e antistorici. Salvini non è=Hitler, non è Francisco Franco y Bahamonde, non è Pinochet, anche se vari errori e una certa predisposizione all'avventurismo non giovano a nessuno.

Eugen Galasso

Certo che - seguendo gli organi di stampa - tutte le forze politiche affrontano questo momento guardando solo al proprio tornaconto. Oh si, si parla dei bisogni dell'Italia, ma in realtà chi vuole le elezioni lo fa per incassare i vantaggi che i sondaggi indicano (la Lega) o per fermare la discesa e ridare un ruolo alla nullità attuale (PD), per accodarsi al probabile vincitore e portarsi a casa dei risultati in termini di seggi e di posti nel futuro assetto di governo (FI e Fratelli d'Italia) oppure non le vuole per non finire più che dimezzati (i 5 Stelle). Insomma, una pena. Non si considerano le necessità del Paese in termini di necessità economiche (sulla legge di bilancio le banalità senza riscontro e controprova abbondano) o su come affrontare la crisi internazionale dovuta alla guerra dei dazi, o su come affrontare a monte la crisi delle migrazioni. Solo spot. E adesso solo spot elettorali. (n.d.d.) 

Mani Pulite, scomparso la guida dell'inchiesta, il magistrato Borrelli

Con la morte avvenuta qualche giorno fa di Francesco Saverio Borrelli si chiude, simbolicamente, la lunga stagione dell'inchiesta di "Mani Pulite" collegata alla cosiddetta "Tangentopoli" degli anni '90, i cui strascichi, invero, si prolungano ancora.

Non da ultimo all'interno della magistratura stessa, dove si è scoperchiata una pentola in bollore da anni ormai, con procuratori che risultano accusati di aver aperto indagini "a richiesta" contro qualcuno a fronte di lauti pagamenti, di giudici che, sempre per denaro, hanno aggiustato sentenze, incarichi in questo e in quel Tribunale attribuiti per "fratellanza correntizia" dopo maneggi vari in sede di CSM. (ndd)

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