elezioni in Sardegna: al solito nessuno ha perso!

Solito "tiro al voto", per le elezioni sarde: stando alle dichiarazioni ufficiali, sicché non avrebbero perso né il centro-sinistra (che le proiezioni davano quasi alla pari con il centro-destra) né i "5 Stelle", in una regione nella quale, visto l'alto tasso di disoccupazione, i "grillini" avrebbero dovuto incentivare i loro voti, e non perderne come invece è accaduto (in termini assoluti, sono circa 200mila le persona che non li hanno più votati). Invece...

Quando mai i nostri partiti, come si fa altrove, sapranno ammettere le loro sconfitte e cambiare tattica e strategia?

Eugen Galasso

La ruota del circo mediatico-giudiziario gira: ora tocca a Renzi.

Ora è la volta di Renzi: nel circo mediatico-giudiziario, che vuole condannare qualche politico scomodo (magari solo situazionalmente) ogni tanto si accende una lampadina: ora è quella di Matteo Renzi, i cui genitori sono agli arresti domiciliari. La separazione tra i poteri (esecutivo-giudiziario-legislativo), previsto dalla Costituzione e teorizzata da Montesquieu, non sembra valere, ormai più gran chè.

L'accusa di "burattino" al Presidente del Consiglio Conte

Giuseppe Conte, premier italiano di compromesso, di "mediazione" se si vuol dire, tra Cinque Stelle e Lega, certo, in qualche modo, deve fare la sua parte, che certo non è la mia (come altri, mi auguro la caduta del governo e il rientro di Salvini nella coalizione a lui più congeniale).

Il Venezuela fa gola per il suo petrolio

Qualcosa il materialismo storico ci ha insegnato, credo, ossia che, prima delle motivazioni ideologiche, religiose etc., la causa scatenante di molti conflitti è l'economia, dunque, nella fattispecie, il dominio sul petrolio, che in Venezuela è di qualità particolarmente pregiata, per cui gli USA (ma anche altre potenze) mirano al suo possesso/dominio.

Nell'attuale (per ora solo latente) conflitto venezuelano questa non è una "variabile indipendente" ma è più che verosimilmente la vera causa, il vero qui del contendere. 

Del resto lo specchietto per le allodole dell'esportazione della democrazia, fallace da sempre, ha dimostrato di essere quel che è, ossia, appunto, uno specchietto per le allodole: dal conflitto vietnamita in poi, ciò, nel Secondo Dopoguerra, dovrebbe essere ormai acclarato.   

Eugen Galasso

 

Di Maio attacca la Francia "neocoloniale". Gli raccomandiamo la massima di Severino Boezio.

Premettendo che, da filofrancese (lo dico e lo scrivo da sempre) non amo Macron, anzi!, devo dire che ritengo sia stata una squallida e improvvida uscita quella del vicepremier e ministro 5 Stelle Di Maio, forse motivato anche dalla concorrenza con il più "movimentista" Di Battista (reduce dall'America Latina-perché non c'è rimasto?-vien da chiedersi), che accusa la Francia come potenza neocoloniale.

Tutti gli Europei hanno praticato il colonialismo e, per dirla tutta, Gran Bretagna e Spagna, ma anche Portogallo molto più della Francia; anche i perdenti della Seconda Guerra Mondiale, ossia Germania e Italia furono potenze coloniali, dove non si può dimenticare l'abbaglio coloniale che colse anche un grande poeta italiano, socialista, Giovanni Pascoli, che scrisse il famoso testo in prosa (discorso in origine) del 26 novembre 1911 in favore dell'intervento militare in Libia.

Di Maio, che con questa uscite, volte a contenere il "separato in casa" (più radicale) Di Battista e lo scomodo alleato Salvini, rischia di essere dannoso, persino pericoloso (i rapporti commerciali - con le loro conseguenze anche occupazionali -, e non solo quelli diplomatici con la Francia, rischiano di divenire minimi, penalizzati oltre a tutto anche dall'irrisolta questione della TAV): a Di Maio la raccomandazione che dovrebbe tenere a mente il famoso detto di Severino Boezio (nel "De consolatione philosophiae"): "Si tacuisses, philosophus mansisses" ("Tacendo, rimarresti sapiente")... Eugen Galasso

Colombia: una strage che passa inosservata

L'attentato alla Escuela Nacionàl de Policia Santander a Bogotà, notoriamente capitale della Colombia, con 21 morti e 68 feriti, sembra non interessare, se non marginalmente, i media italiani (ma lo ha ricordato all'Angelus papa Bergoglio, latinoamericano).

Gli appoggi curiosi del terrorista Battisti

Cesare Battisti, che usurpa il nome del patriota socialista trentino della prima guerra mondiale suo omonimo, è in realtà - anche per la sua appartenenza ai "PAC"(proletari armati per il comunismo), gruppo meramente terrorista - un "pesce piccolo", ma interessante.

Sostanzialmente privo di ideali politici, che nel corso degli anni si è attribuito (ma non è "comunista", come rilevano i più intelligenti e onesti tra i siti dell'estrema sinistra), questo "piccolo uomo" (vedasi l'opera omonima di Wilhelm Reich "Ascolta, piccolo uomo") ha goduto di appoggi curiosi, da Bernard Henry-Levy, che certo comunista non è (anzi le sue opere, tra quelle dei "nouveaux philosophes" d'un tempo, sono le più anticomuniste), a François Mitterand (socialista assolutamente a-comunista, che però, in nome della "legalità repubblicana", ha voluto difenderlo) a madame Bruni, signora Sarkozy, a Fred Vargas, scrittrice di romanzi noir poetici e archeozoologa, a Vauro, il disegnatore satirico comunista a Roberto Saviano, che credo non conosca il significato del comunismo, ma solo quello della camorra, a Gabo (Gabriel Garcia Marquez), forse colto da un"momentary lapse of reason"...

Lo scrittore di gialli e forse d'altro (non mi prenderò la briga di leggerli, ritengo) appare oggi contrito, stanco, si dichiara "malato", forse in attesa di (speriamo improbabili) sconti di pena...

Eugen Galasso

Subscribe to this RSS feed