Da che pulpito!!!

IL PD vuol ricorrere contro la manovra economica approvata in Parlamento senza discussione di merito dato che il governo gialloverde ha posto la questione di fiducia, cioè il prendere a olascare con il relativo decreto, appellandosi alla Corte costituzionale.

Ora, che il porre la fiducia con decreto non vada affatto bene su temi importanti - e quindi da discutere a fondo - come il futuro economico dell'Italia, è una valutazione più che giusta, che i tempi di approvazione in Parlamento siano stati assurdi anche, ma da che pulpito...

Il PD, messo com'è oggi, farebbe bene a riflettere sulle proprie colpe, ma anche, forse, avrebbe potuto appellarsi piuttosto, non al Vaticano di Papa Francesco, ma alla Conferenza episcopale dei vescovi italiani o all'"Avvenire", inteso come giornale, vista la presenza debordante nelle sue file di "cattoliconi"...

Eugen Galasso

"L'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare!" Ginettaccio lo potrebbe ripetere anche oggi

A Firenze venerdì 14 si è tenuta una presentazione ufficiale, alla presenza di esponenti significativi della realtà culturale e religiosa della città e non solo, di cattolici ma anche della Comunità Ebraica Fiorentina, dell'audiolibro della Caritas, dedicato al campione di ciclismo Gino Bartali, di Ponte a Ema (frazione di Firenze), "Giusto fra le Nazioni" dal 1913, premio conferito ex post ai non-Ebrei che aiutarono gli Ebrei in particolare nell'epoca terribile della Shoah per salvare cittadini di origine ebraica.

Al campione, che non aveva fatto mai parola della sua opera, essendo un cattolico (distintivo dell'Azione cattolica sempre in bella mostra), in obbedienza al principio "il bene si fa, ma non si dice", aveva salvato molti Ebrei trasportando da Firenze ad Assisi in bicicletta documenti falsi, su indicazione dell'allora cardinale di Firenze Elia della Costa.

Bartali, ovvero "Ginettaccio", in apparenza scontroso e polemico, era invece uomo buono e retto, e il premio assegnato dall'istituto israeliano Yad Vashem l'ha meritato tutto e in pieno.

Credo sia più importante rivalutare questo aspetto rispetto a quello sportivo, che interesserà gli appassionati e gli storici dello sport più che i pochi "aficionados" ancora in vita. E, permettendomi di citare l'espressione favorita di Ginettaccio, che ricordo per averlo visto presentare all'inizio degli anni Novanta, "Striscia la notizia", "L'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare", penso che essa vada bene anche per la confusa memoria di bilancio dell'attuale governo italiano e dell'attuale momento politico nazionale ...

Eugen Galasso

Alla fine Renzi fonda un nuovo partito

Nonostante smentite e "retromarce" sembra proprio che Renzi fondi un suo partito, piccolo o grande non è dato sapere (dipenderà dagli elettori ma anche dalla "linea di marketing" che Matteo "il vate di Rignano" sceglierà).

Del resto, con il governo che non si presenta in forma smagliante e il PD "en déroute", uno spazio lo avrà, tra i "nostalgici" del suo governo e forse anche tra altre persone dell'area "moderata" (la parola non mi piace, ma...).

Ho assistito, per meno di venti minuiti, al programma su Firenze che ha "confezionato" e che presenta, da "mattatore" su Canale 9. La verve del politico combattivo c'è ancora e, nella scarsità di proposte politiche presenti, credo che la trasmissione TV possa essere un discreto volano per un'iniziativa che sembra concretizzarsi, ormai.

Vedremo...

Eugen Galasso

Cedocs: qualificazione delle relazioni di compagnia. Il percorso.

Cedocs, in collaborazione con l’associazione altoatesina di aiuto dei malati di alzheimer ASAA e con il sostegno della Provincia Autonoma di Bolzano (Area della Formazione Professionale italiana), ha elaborato un piano didattico per tutte le persone interessate a svolgere l'attività di badante. Obiettivo quello di formare queste verso una professione sempre più diffusa ed importante, che richiede conoscenze in svariate materie, dal pronto soccorso all'informatica, dagli aspetti legali alle attività nel tempo libero, dalla coscienza delle patologie alle terapie più utilizzate.

Cedocs in campo per qualificare il lavoro di badante

Viviamo in tempi in cui, è inutile nasconderlo, il ruolo della badante è ormai divenuto fondamentale per molte famiglie. La persona anziana deve essere seguita, ma a questo deve corrispondere un lavoro di qualità.

Discoteca di Corinaldo: la tragedia della faciloneria (e del facile guadagno)

Non conosco in specifico la località Corinaldo. So che si tratta di un comune relativamente piccolo, storicamente interessante, che vi è nata Maria Goretti (il fatto non mi interessa, francamente...). Detto questo, conosco, volens-nolens (prevale il secondo aspetto) le Marche: constato che si tratta di una realtà divisa; il nord (Pesaro-Urbino) riecheggia in parte la vicina Romagna, il centro (Ancona e provincia) è altro, il sud( Ascoli Piceno) è già quasi Abruzzo e che vi sia un accordo tra le tre parti non è assolutamente vero, anzi...

Se al Nord complessivamente le cose tengono (ma non dite nella vicina Romagna che nel Pesarese sembra di essere in Romagna... anche perché non è vero), già al centro le cose sono diverse. Disorganizzazione, confusione dominano abbastanza incontrastate, sicché, senza voler fare del razzismo (ci mancherebbe...) che i modelli culturali nell'Anconetano siano ben diversi da quelli della molto ben organizzata Romagna è cosa nota. Che la tragedia di Corinaldo sia almeno in parte dovuta ad incuria e faciloneria è evidente, come dimostra il fatto che la discoteca aveva un ben limitato numero di posti, mentre quel giorno accoglieva un numero di ragazze e ragazzi esorbitante rispetto ai posti disponibili (con una vendita biglietti ben più alta dei posti disponibili) ... Altro sarà/è da accertare, ma che le cose stiano così appare un fatto... Eugen Galasso

All'Eurac di Bolzano l’emozione dell’archeologia: il Museo Egizio raccontato dal suo Direttore

Quando da bambina mi chiedevano cosa avrei voluto fare da grande la mia risposta non è mai stata la parrucchiera o la maestra bensì l’archeologa. Chissà poi perché una bambina di cinque anni rispondeva così, eppure sono sempre rimasta affascinata da quei mondi lontani, ricchi di mistero, grandezza, modernità e crudeltà. Ricordo che la sera, prima di addormentarmi chiedevo a mio padre di leggere qualcosa per me, ma non la solita fiaba dei fratelli Grimm, io desideravo addormentarmi sentendomi raccontare degli antichi egizi, dei grandi Faraoni, del mistero delle piramidi. Crescendo, l’interesse e la magia di scoprire e studiare il mondo antico non mi hanno abbandonato di certo, anzi, ma quando dovetti scegliere cosa fare dopo il liceo, ebbi paura di intraprendere uno studio sì appassionato, ma (forse) con scarse certezze per il mio futuro lavorativo.

Martedì 4 dicembre, però, seduta sulla poltroncina dell’Auditorium di EURAC a Bolzano, ho pensato che forse quella passione avrei fatto bene a seguirla e che lo spazio per gli archeologi e gli studiosi in realtà esiste, soprattutto per quegli appassionati, e questo ascoltando la presentazione dell’attuale Direttore del Museo Egizio di Torino, Christian Greco, egittologo italiano classe 1975. 

In poco più di un’ora, Greco ha portato me e i tanti partecipanti in sala nel suo mondo, nel mondo del Museo egizio di Torino, della ricerca, della scoperta scientifica, e ci ha fatto riflettere sul ruolo che gli spazi museali ricoprono ai giorni nostri. Non solo archivio ed esposizione di reperti e opere antiche, bensì luogo di partecipazione, ricerca, formazione culturale aperta a tutti, e luoghi di formazione universitaria. Spazi e strutture capaci di dialogare e connettersi alla città e ai suoi cittadini, stranieri e nuovi abitanti inclusi.

Naturalmente non sono mancati i numeri e dati nella presentazione di Greco. Il Museo Egizio di Torino, è il più antico museo della storia egizia, e il secondo museo al mondo, dopo quello dei Cairo, che ho avuto la fortuna di visitare, per numero di reperti. Torino custodisce più di 40 mila reperti e di questi 270 sono mummie tra umane ed animali. L’esperienza accademica di Greco e la voglia di portare Torino e il Museo nel mondo, lo hanno spinto a collaborare con molti musei ed università straniere nell’ambito di diversi progetti internazionali. Ha esportato alcune collezioni in Canada, Russia e Cina, aumentando così il numero di visitatori del Museo anche al di furi dell’Italia.

Gli archeologi e i ricercatori del Museo Egizio di Torino sono presenti però anche sul campo, partecipando agli scavi a 40 km a sud del Cairo. Uno dei progetti che più mi ha emozionato è stato quello che Greco ha chiamato “dall’invisibile al visibile”. Grazie ad una strumentazione medica e a particolari programmi computerizzati è possibile oggi scoprire cosa si nasconde sotto le bende che ricoprono le mummie. E così ci appaiono amuleti, gioielli e ornamenti femminili. Gli stessi che da sempre ammiriamo scolpiti nella pietra o disegnati su i papiri. E anche questi ultimi raccontano infinite storie, a volte anche fin troppo intime e personali, come una lettera inviata al proprio amante in assenza del marito…

Grazie ad un altro progetto internazionale, infatti, i ricercatori del Museo Egizio hanno catalogato più di 26 mila frammenti di papiro. Il più grande archivio che sia mai stato conservato. Questi, minuziosamente catalogati, sono stati scansionati e condivisi con i partner di progetto, e con cura e pazienza, come in un puzzle, hanno ridato vita ad antichi documenti e lettere originali risalenti addirittura al 1350 a.C..

Un’altra grande emozione che Christian Greco ha voluto regalarmi è stata quella di “entrare” nella famosa tomba dell’architetto-capo Kha del faraone Amenhotep III (1543 – 1292 a. C.) e di sua moglie Merit. Ciò è stato possibile mettendo insieme i singoli fotogrammi realizzati all’inizio del ‘900 dall’egittologo Ernesto Schiapparelli e che oggi ci appaiono come un filmato. L’emozione è grande quando superato l’ultimo muro in pietra, appare questa piccola porta e si accede nella tomba rimasta perfettamente intatta e completa di tutto il corredo funerario. Sono rimasta a pensare all’emozione che possono aver provato nel 1906, Schiapparelli e i suoi collaboratori quando hanno aperto quella porta, trovandosi davanti ogni singolo oggetto, tunica, cibo, esattamente lì dove qualcuno lo aveva posto poco prima di chiudere la tomba.

Mentre fuori dalla sala dell'Eurac l’aria frizzante di dicembre abbracciava Bolzano, anche Christian Greco veniva abbracciato da un caloroso e lungo applauso che ha accompagnato la chiusura del suo intervento. Sono tornata a casa con la voglia di tornare a Torino, di organizzare una nuova visita dopo tanti anni al Museo Egizio, la cui visita da bambina era naturalmente nella lista dei miei desideri e che, prima del grande rinnovamento del 2015, ricordo di aver visto grande e polveroso. E camminando per la città quasi deserta mi sono chiesta chissà quale sarebbe stata la mia strada se nel 2005 avesse seguito il mio sogno di bambina.

Giulia Gaggia

"Intrecci", è stato un successo!

Un altro grande successo per un’altra grande iniziativa culturale. Si è conclusa la due giorni di “INTRECCI: Incontri nella piazza della cultura”, con un’ottima risposta di pubblico, sia per quanto riguarda il numero che per quanto riguarda la partecipazione.
Organizzata da Cedocs – Agenzia di Educazione Permanente-, ideata e curata dal sociologo Adel Jabbar e realizzata con il fondamentale sostegno dell’Assessorato alla Cultura italiana della Provincia, Ufficio Educazione Permanente (per il quale è stata assiduamente presente in sala la direttrice Lucia Piva), ha visto innumerevoli ospiti ed esperti collaborare assieme, in particolare il Circolo La Stanza, la Biblioteca Culture del Mondo e l’associazione donne Nissà, e non solo. Sul palco si sono esibiti la band “Zio Cantante” ed il bravissimo teatrante Abderrahim El Hadiri (in arte Abdul).

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