Il saggio finale 2016 della scuola di teatro di "Teatro Blu" a Bolzano

Per parlare dell'ultimo spettacolo messo in scena in questi giorni a Bolzano da Nicola Benussi, sento necessario partire un po' da lontano e introdurre il tema con la citazione "La vita è un teatro, dove ognuno recita una parte, spesso male", tratta da una delle ultime interviste di Giorgio Albertazzi, allora impegnato nella ripresa di "The Tempest" (la tempesta) di Shakespeare. Un testo formidabile, che corrisponde a una vera rivoluzione copernicana, per cui il teatro diventa vettore di una concezione del mondo (Weltanschauung), che si trova poi-poco tempo dopo-in "La vida es sueno" di Pedro Calderon de la Barca, non molto dopo in Goldoni, vario tempo dopo in Pirandello-quanto dirà poi la filosofia idealistica e, con notevoli diversità, quella di Schopenhauer, per cui la realtà è "un velo di Maja", è quasi "anticipato" dalla riflessione e dalla prassi teatrale. (read more_clica sul titolo)

Giorgio Albertazzi scompare a 92 anni. Un attore, un promotore di cultura che non si dovrà dimenticare

Giorgio Albertazzi, demonizzato per la sua giovanile (aveva vent'anni) appartenenza alle "Brigate nere" della RSI (ma non c'era anche un Nobel che aveva frequentato in gioventù queste parti politiche?), quando invece vi era entrato per giovanile anarchismo, un po' confuso (a quell'età), muore a 92 anni compiuti (sarebbero stati 93 in agosto), dopo aver lasciato al teatro, al cinema, alla TV prove incredibili come attore, regista e sceneggiatore-autore di tanti testi teatrali e non.

Un duo musicale ecclettico e versatile: Christine Plaickner e Rolando Biscuola

E' raro imbattersi in un duo musicalità non solo versatile ed eclettico, ma anche di sicuro talento efficacia e di notevole efficacia espressivo come quello formato da Rolando Biscuola (chitarra acustica) e Christine Plaickner (flauto), il cui repertorio spazia, senza problemi, dalla musica "classica" (sul lemma ci sarebbe da discutere, anche se chi scrive crede sia comunque tuttora una definizione appropriata) al rock non "hard" (del resto la scelta della chitarra classica va decisamente in questo senso), alla musica, più che "folk" (è ormai termine in disuso o meglio che si presta ad equivoci), "dei popoli", delle diverse culture del mondo, con risultati eccelsi.

Aeroporto di Bolzano: un equilibrio tra esigenze economiche ed ambientali si può trovare

L’aeroporto di Bolzano, è la scommessa di una provincia, che intende affrontare con uno sguardo lungo la sfida delle infrastrutture strategiche e della mobilità sostenibile. Le reti e le infrastrutture, costituiscono una leva decisiva, attraverso le quali agire, sulla qualità della vita delle persone e sulle opportunità di sviluppo dell’intero territorio provinciale. Questa consapevolezza, deve accompagnare l’azione politica nei prossimi anni, e consentire all’Alto Adige, di operare sempre al meglio nell’ambito delle politiche dei trasporti. La costante crescita della domanda e dell’offerta di trasporto aereo a livello mondiale, ci dovrebbe indurre, a una riflessione seria sull’argomento, e sui possibili effetti anche a livello locale, invogliandoci a pensare ad uno sviluppo dell’attività aeroportuale. 

Un film apre ad una rilettura della Germania post II Guerra Mondiale

Qualche volta un film storico, ossia ispirato ai documenti, smonta verità "acclarate" per un "consensus gentium" che non è tale ma viene inculcato. Così l'"era Adenauer" è stata osannata nel nome della libertà dell'Occidente, della NATO, contro chi aveva qualche dubbio. Ora, un film, appunto basato su documenti inoppugnabili, come "Der Staat gegen Fritz Bauer" di Lars Kraume contribuisce a smontare il pregiudizio.(read more_clicca sul titolo)

Referendum costituzionale d'autunno: alcune considerazioni

Come sempre Claudio Martelli sa porre le questioni e le "risolve" con intelligenza. Confrontandosi con il prossimo referendum costituzionale d'autunno che implica la riforma del Parlamento, in particolare del Senato, l'ex-vicesegretario del PSI e studioso propone la sua visione (ne"QN", 19 maggio 2016, pp.1-2): "Sarebbe stato meglio proporre una riforma presidenziale limpida, dichiarata, con tutte le garanzie e i contrappesi di un sistema collaudato in tante democrazie". (read more_clicca sul titolo)

Enrico Lillo: le ragioni di una sconfitta, e l'occasione di una svolta di rinnovamento

Ho atteso che le “acque” si calmassero per rendere conto delle ragioni di una sconfitta al solo scopo di non inquinare il mio ragionamento con malesseri di vario ordine alcuni molto personali. La sconfitta elettorale di Tagnin, risulta essere ancora più amara se ci poniamo in maniera distaccata di fronte al dato numerico.

L’analisi del voto ci consegna uno scenario inequivocabile nel quale, è evidente, che ha vinto ancora una volta la SVP per la quale è indiscutibile il raggiungimento di un ben definito obiettivo politico, ha vinto Caramaschi al quale va riconosciuta la grande determinazione nel proporre e nel sostenere la propria candidatura sino alla vittoria finale, ha perso la destra e con essa gran parte della città, compresa quella astensionista. 

Ballottaggi

Verrebbe voglia di parlare d'altro: A) del perché l'anziano, claudicante, infermo ex-leader dei Verdi austriaci abbia battuto l'aitante Norbert Hofer, nazional-liberale. Per paura, l'Austriaco medio vuol pace e tranquillità ("I will ma Ruaha"), una paura che può essere incoraggiante per il "di qua del Brennero" (Hofer caldeggiava espressamente la "Wiedervereinigung", la riunificazione dei 2 Tiroli) ma non è un test probante sull'Europa (ben altro peso avrà la Gran Bretagna con il referendum); B) dell'attualità di Marco Pannella, contestabile in certi momenti (anche duramente) ma uno dei pochi leader politici "sopportabili": mi piace ricordare che lo stimava e ci collaborava anche Bettino Craxi, come racconta Claudio Martelli in "QN" di sabato 21 maggio.

Ma veniamo al tema specifico: l'elezione del Sindaco di Bolzano, giunta alla fase del ballottaggio il 22 maggio. (read more-clicca sul titolo)

Apologo (favola allegorica a fine spiccatamente pedagogico)

Giovanni Benussi è stato Sindaco di Bolzano per un mesetto una decina di anni fa, ma è decaduto non avendo potuto contare su di un sufficiente numero di consiglieri per costituire una maggioranza e così far approvare le sue decisioni. Nonostante avesse vinto il ballottaggio con Giovanni Salghetti-Drioli, avesse cioè ricevuto la maggioranza dei voti dei cittadini. Giovanni Benussi ha scritto questi due apologhi, e diciamo così, li ha scritti a ragion veduta, sapendo di cosa parla. La sua opinione è chiara: è falso che la gente possa decidere al ballottaggio chi farà il Sindaco di Bolzano. La legge è "farlocca", è fatta male, o meglio, è fatta per consentire di giocare un ruolo, decisivo, a chi non avrebbe i numeri per giocare. 

Giovanni Benussi: spiego il ballottaggio ai cittadini: 

Il ballotaggio per il Sindaco di Bolzano è una presa in giro

Domenica 22 maggio a Bolzano si va a votare per scegliere tra Caramaschi e Tagnin il prossimo Sindaco di Bolzano. O almeno così si dice. Ma pare proprio non sia vero. Capiamoci: l'8 maggio sono stati eletti i 45 consiglieri comunali. Il Comune viene guidato da una maggioranza (elementare Watson!) che ha i numeri per approvare le delibere, e questa maggioranza deve essere di almeno 23 consiglieri. Questo è un punto fermo, non è un'opinione. Ora, chiuque venga eletto Sindaco domenica 22 maggio deve confrontarsi con questo dato. Cioè potrà fare davvero il Sindaco se può contare almeno su 23 dei consiglieri eletti già l'8 maggio, che sappiamo già chi sono. Quindi: Caramaschi può avere in saccoccia questi 23 consiglieri? Tagnin può avere in saccoccia questi 23 consiglieri? Io non voglio rispondere. Sto solo provando a spiegare.

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