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La "follia" : "Qualcuno volò sul nido del cuculo" rimane un impagabile fonte di riflessione. E' di scena in questi giorni a Lana.

"Einer floh ueber das Kuckusnest ("Qualcuno volò sul nido del cuculo", ma nell'originale inglese-american english - di Ken Kesey "One flew over the Cuckoo's Nest", 1962), film celebre di Milos Forman con un super-Jack Nicholson, degli anni Settanta, è anche testo teatrale nella versione di Dale Wasserman.

Se all'epoca ma anche recentemente il film faceva l'"en plein", ora anche varie versioni teatrali rivivono, dopo quella del TSB di Marco Bernardi negli anni Ottanta: ora è la volta di Thomas Hochkofler, che ripropone otto volte il testo nel Giardino dei Francescani di Lana, con la prima l'8 luglio e varie proposte nel corso del mese-inizio ore 21.

Problematica importante quella trattata da parte di Kesey (1935-2011), grande esponente della coontrocultura USA ("ero toppo giovane per essere un beatnik, troppo vecchio per essere hippie"), che ripropone l'esistenza della cosiddetta "follia", che è tale solo quanto si sottrae alla "normalità" nel pensiero e nel comportamento...

Una forma di irreggimentazione insopportabile di persone, non di rado completamente innocue, che mettono solamente in crisi "le menzogne della civiltà" (Max Nordau).

Eugen Galasso

Ancora qualche osservazione in merito alla Brexit

Ancora qualche chiarimento, meglio, qualche controargomentazione ai luoghi comuni che ormai fioriscono sulla "Brexit": A) non è vero che tutti gli Scozzesi siano per il"Remain" B) Non è vero che gli Inglesi, ma in genere i Britannici siano razzisti: la questione immigrazione (che comunque è selvaggia ed andrebbe regolamentata, come in Australia si fa da decenni) ha influito solo in parte sulla decisione di votare "Brexit" C) altri motivi veri alla base della decisione di voto sono l'irreggimentazione da parte dell'UE su dimensioni delle merci, mercati etc., il "rigore" merkeliano e schaeubliano universalizzato (e non aggiungo una considerazione su Schaeuble, per paura di non coinvolgere anche l'amico direttore di questa testata giornalistica in una denuncia per correità in "apologia di reato"); D) altrettanto falso è che i giovani abbiano votato tutti per "restare in Europa": la maggior parte si è astenuta. La retorica (di Renzi, certo, ma non solo) sui poveri"erasmisti" (studenti dell'"Erasmus") che avranno grossi problemi e sugli immigrati italiani in genere è una bufala colossale, studiata ad arte. Per due anni, come bisogna riconoscere, non ci sarà alcuna modifica, poi...si vedrà.    

Eugen Galasso 

Usciti gli inglesi dall'Unione Europea. Ma questa è l'Europa disegnata dai Padri fondatori?

"Sono brexista, ebbene sì". Quella che abbiamo oggi, a mio parere, è un'Europa iper-neo-liberista, schiacciata sugli eurocrati finanziari, in specie germanici, che ha affamato la Grecia, minacciato la Spagna e il Portogallo, commissariato l'Italia con un governo extra-parlamentare e anti-popolare (quello di Mario Monti, imposto dalla Merkel e per interposta persona da Napolitano), che non ha nulla a che vedere né con il "Manifesto di Ventotene" né con gli ideali di Schumann, De Gaulle, De Gasperi e degli altri...

Si affermano le forze antisistema ai Comuni di Roma e Torino: ma quando si governa si cambia atteggiamento?

Ancora una volta "ci interroga" un articolo di Claudio Martelli, ormai da tempo solo politologo e non più politico attivo (pur se rimane la passione). In un testo sul populismo (editoriale di sabato 18 giugno scorso, in "QN"), dove spiega come la fiducia verso destra e sinistra (con l'alternanza) sia caduta con la caduta dei due blocchi post-bellici (Est, ossia URSS e Patto di Varsavia, contro Ovest, cioè USA e Nato e tutto il resto a coronamento).

Oggi, con la crisi più forte dal 1929 (ma peggiore, quasi certamente), con le conseguenze della stessa, con la paura degli immigrati, in Europa ma anche negli States le forze antisistema hanno "facile gioco", ma poi... Quali effettive risposte ai problemi, quali proposte concrete? Certo, comunque, non tutto si risolverà molto facilmente.  

Martelli scriveva prima del secondo turno elettorale; oggi sappiamo come sono andate le cose: chi scrive gode del fallimento PD e lo confessa, ma sarà ben più interessante esaminare gli slittamenti in atto, e che verranno attuati (i "riposizionamenti"), nel PD, nel centro-destra, dappertutto, persino... nel Movimento 5 stelle.

E' lecito pensare, infatti, che quando si governa, sia pure una città (ma Roma e Torino sono grandi città metropolitane, più grandi di vari Stati), si cambia atteggiamento e anche "teoria politica" rispetto a quando si fa opposizione e propaganda elettorale, come sa ogni studente di Scienze politiche del primo anno, se non del primo semestre...

Vedremo, ma le analisi martelliane, in complesso, offrono anche stavolta spunti interessanti e in gran parte condivisibili, da esaminare anche alla luce di future evoluzioni, da non scartare. Arriva l'estate, ma anche questa stagione, in Italia, è spesso foriera di scossoni, riposizionamenti, ed altro ancora...    

Eugen Galasso

Crollo delle ideologie?

Da sempre vedo negativamente "il crollo delle ideologie", che poi si traduce nel crollo dei valori sociali e politici, nel qualunquismo menefreghista imperante. "Ideologia" solo nell'accezione marxista accettata (non in tutto il marxismo) ha un valore negativo.

Due Papi messi a confronto da Antonio Socci

Tra le opere di fantascienza apocalittica involontaria si colloca da sempre Antonio Socci, scrittore e giornalista iper-cattolico, avversario di papa Bergoglio e ratzingeriano di ferro, nostalgico dell'era pre-conciliare, che ultimamente azzarda addirittura un paragone tra Ratzinger e Berlusconi che sarebbero due perseguitati.

Un libro sui "miglioristi" del vecchio PCI

Un testo interessante, se non altro perché è di un protagonista, questo di Umberto Ranieri, politico di quella che fino agli anni '80 era individuata come "destra PCI" (ala migliorista), amico di Napolitano e di altri miglioristi, in "Napolitano, Berlinguer e la luna" (Venezia, Marsilio, 2014).

Tributo ai Led Zeppelin a Firenze

Stairway to Heaven; Tribute to "Led Zeppelin" con il gruppo rock "Norge" e l'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino. Questa "via nelle stelle al cielo" con la band "Norge" (era il dirigibile costruito da Umberto Nobile per la riuscita esplorazione del Polo Nord, 1924) segna la felice contaminazione tra il rock (appunto dei "Norge", che da vent'anni propongono esclusivamente il repertorio dei "Led Zeppelin", come il grande gruppo di Plant e Page si ispirava ai dirigibili germanici d'inizio Novecento) e la musica sinfonica.

Aeroporto di Bolzano: parla un pilota

Il comandante Alessandro Alberti, attualmente in forza presso una compagnia aerea straniera e che, in passato, ha volato sia su Bolzano, sia su Innsbruck, ci spiega le peculiarità delle specifiche tecniche dell’aeroporto cittadino rispetto ad Innsbruck piuttosto che a Verona.

Comandante, pur non essendo io esperto del settore, colgo delle differenze sostanziali tra gli scali di Verona, Bolzano ed Innsbruck; mentre con Verona la differenza parrebbe ovvia, tra Bolzano ed Innsbruck la diversità sembra essere più sottile, non fosse altro che per la lunga apertura della valle di quella città verso Est. Per questi due scali, poi, ho sempre percepito le montagne circostanti come problema non indifferente. C’è del vero in queste considerazioni?

In passato, all’epoca di Air Alps, ho operato sia sullo scalo di Bolzano, sia su quello di Innsbruck; per quanto riguarda Bolzano, il problema vero è l’orografia che lo circonda, vale a dire le montagne. L’aeroporto di Innsbruck è sì posizionato in una zona altrettanto infelice dal punto di vista di un avvicinamento per un aereo di linea, ma la valle di Innsbruck è completamente diversa se messa a confronto con quella di Bolzano: più ampia, meno ripida ma soprattutto maggiormente in asse con la pista.

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