Incapaci e conformisti. Questi i nostri governanti ed i "poteri forti".

Con i terribili fatti di questo mese è difficile mettersi a rincorrere le "buffonate" di Salvini che esibisce una bambola gonfiabile paragonabile alla Boldrini. Sono abissalmente lontano da certe volgarità, ma devo concordare con Salvini (da ben altre posizioni, d'accordo) sulla sostanziale incapacità politica di Laura Boldrini, esponente del conformismo presidenzialista o meglio presidenziale (mai una parola di dissociazione o almeno diversa da Napolitano e Mattarella, la Boldrini è "istituzionale" nel senso deteriore del termine, ossia come mero conformismo) e, come Renzi, come Merkel, come Hollande, come altri/e esponenti di questa Europa, capaci soltanto con le loro azioni di darci quel quadro di estremo centro che, quale "fantasma s'aggira per l'Europa" (sto parafrasando ironicamente il "Manifesto del Partito Comunista" di Marx ed Engels, 1848), e che l'establishment difende a spada tratta.

Vediamo, del resto, che anche i giornali laici fanno i tutori di questa linea, che, come "El Pais"(chapeau, per carità, le edizioni domenicali sono eccelse), si battono contro gli "opposti estremismi" (ben diversi da quelli degli anni Settanta e Ottanta, però), facendo un grande calderone, dove "Syriza" finisce con la Le Pen, il glorioso (certo discutibile) PCF (Parti Communiste Français di Waldeck Rochet e Georges Marchais, principale fautore della Resistenza, certo insieme a Charles De Gaulle, stanti le enormi differenze) finisce con Nigel Farage, in specie poi quando a fare il "grido di dolore" (altro riferimento mio iper-polemico, da anti-monarchico e nemico acerrimo dei Savoia) è lo scrittore peruviano Mario Vargas Llyosa, per fortuna sconfitto alle elezioni presidenziali del Perù nel 1990, che continua a pontificare a favore del neoliberismo, dimenticando (o volendo far dimenticare) che era stato su sponde politiche opposte...

Se il disegno di certi media è di "puntellare i poteri esistenti", allora nulla di peggio... E' piú che evidente, e ne va preso atto in uno slancio di sincerità, che "poteri forti" e Governi dei Paesi europei non sanno fare una politica economica che impedisca la spaventosa sperequazione sociale-economica in atto (i poveri sempre più poveri, i ricchi sempre più ricchi, per esemplificare), non sanno programmare un'immigrazione razionalmente compatibile, non sanno impedire le azioni terroristiche e poi... si lamentano e vedono fantasmi grotteschi ed estremisti a ogni piè sospinto...

Eugen Galasso

Scomparso Marshall, regista di "Happy days" e di "Pretty Woman"

Gary Marshall, scomparso a 81 anni, non sarà stato uno Stanley Kubrik, un Alfred Hitchcock, un Orson Welles (geni del cinema e, per Welles, anche del teatro), ma è certamente un creatore di gran livello di TV, cinema e dunque di "sogni". E' l'autore-ideatore di "Happy Days", il telefim che ci ha accompagnato per anni e anni, nato nella prima metà degli anni Settanta (the rolling Seventies), una sorta di "come eravamo". Chi di noi non sa chi era "Fonzie", interpretato da Henry Winkler, allora giovane attore protagonista, ora quasi attempato regista (e, talora, ancora anche attore).

Marshall, figlio del Bronx, nasce da un papà italo-americano (il cognome originario era Masciarelli) e da madre anglo-americana. Per la TV, oltre alla notissima "Happy Days", realizza anche "The Odd Couple" (La strana coppia), adattato da Marshall partendo dalla straordinaria (e cattivissima) commedia di Neil Simon - geniaccio americano di origini ebraiche - della quale erano protagonisti Tony Randall e Jack Klugman. E ancora, per restare alle sue realizzazioni che sono rimaste più nella memoria, "Mork & Mindy", dove c'è il compianto Robin Williams nel ruolo di un bizzarro alieno, una sorta di sit-comedy in qualche modo irripetibile e geniale.

Per quanto riguardo i lavori cinematografici, di Marshall ricordiamo vari film, mai banali, negli anni 1980, come "Flamingo Kid" (1984), ma certamente noto a tutti è "Pretty Woman" (1990) con una straordinaria Julia Roberts e un non meno efficace Richard Gere. Ma a noi rimane anche l'ultimo film dell'autore, "Mother's Day" (giornata della mamma), ancora una volta con Julia Roberts, ora "mamma" in ogni senso e Kate Hudson...

Eugen Galasso

Simone Cristicchi e la figura di David Lazzaretti

Nell'edizione dizione di sabato 23 luglio il "Quotidiano Nazionale" pubblica un'intervista a cura di Andrea Spinelli a Simone Cristicchi, intelligente showman, cantautore, attore, autore, regista, che stavolta "riscopre" teatralmente un grande dimenticato-inquietante dell'Ottocento italiano, David Lazzaretti, di Arcidosso, "Il profeta dell'Amiata" (1834-1878 - Lazzaretti muore ucciso da un "regio carabiniere" - un delitto di Stato? La tesi esiste). Essendomi occupato parecchio di David Lazzaretti, con saggi e interventi vari, avendo avuto contatti (ovviamente da laico. non aderente) con la Chiesa giurisdavidica, ispirata da Lazzaretti, dirò che alcune affermazioni di Cristicchi sono sconcertanti.

Fatta salva la dinamica di un'intervista, che può dar adito a fretta e confusioni, dirò che Cristicchi, forse nell'entusiasmo per la cosa, afferma perentoriamente e apoditticamente: "Lazzaretti era un pazzo, un eretico, un sognatore. Uno che credeva di poter realizzare sulla terra una società nuova basata sulla pace e la fratellanza universale". Poi invece parla di un "folle" ideologo di una rivoluzione possibile, perché si sa che i manicomi traboccano di santi e i calendari sono pieni di visionari".

Se la seconda parte del ragionamento è in gran parte accettabile, da discutere senza critiche sostanziali, in parte "vera", è la prima parte che è contraddittoria rispetto alla seconda (dove Cristicchi virgoletta "folle") e in sé: tutti i "pazzi" sarebbero sognatori ed eretici? Ma poi, che cos'è la "pazzia"? Risparmiando qui una riflessione su questo punto.

Non sarà invece che i differenti poteri hanno bisogno di emarginare qualcuno gridando al "pazzo", se non serve più l'argomento religioso e la scomunica all'"eretico", affermando che qualcuno è "sognatore" o "visionario" se progetta e prospetta realtà sociali e politiche migliori, più vivibili o almeno ritenute tali.

Vedremo volentieri "Il secondo figlio di Dio; vita, morte e miracoli di David Lazzaretti", ossia lo spettacolo di Cristicchi, ma era interessante rilevare qualche aporia nell'approccio dell'artista, che riflette un modo entusiastico e non sempre troppo "scientifico" per rapportarsi a un personaggio e a un tema ancora "scottanti".

Eugen Galasso

Ai "Rittner Sommerspiele" in scena "der Talisman"

"Der Talisman", "Posse mit Gesang", ossia "farsa con canti" (ma la definizione di "farsa" è da prendere con le pinze) è un classico di Johann Nestroy, del 1840, ma, con le dovute attenzione al tempo, è attualissimo, trattando di pregiudizi (un uomo e una donna dai capelli rossi, un tempo ritenuti "invasi dal demonio" o comunque "fuori dalle righe") e di emarginazione sociale. Dunque una pièce sociale di Nestroy, che "ridendo castigat mores"...

La metteranno in scena ai "Rittner Sommerspiele", all'aperto, sperando nella clemenza di Giove Pluvio, i coraggiosi attori/le coraggiose attrici diretti da Alexander Kratzer.

Prima dello spettacolo il 21 luglio, successive rappresentazioni il 26, il 28, il 29, il 2, 4, 5, 8, 10 agosto, sempre nella corte della Commenda di Longomoso (Renon, appunto) alle 21, ma il 26 e il 28 c'e'anche un'introduzione alla pièce, guidata, in qualche modo.

Il tutto vedrà la presenza di interpreti noti come Markus Oberrauch, Liz Marmsoler, Christine Lasta, Cornelia Burgger, Markus Soppelsa, Magdalena Lun e di altri/altre, beniamini/e del pubblico locale.

Eugen Galasso

Il golpe turco e l'ignavia dell'Europa (anche se ...)

"Occhi chiusi dell'Europa" è il titolo dell'articolo di Claudio Martelli uscito lo scorso 21 luglio sul"QUotidiano Nazionale": è sempre lucido come ogni testo del politico e politologo di provenienza socialista e tuttora socialista, se pur non impegnato politicamente.

Martelli paragona il "putsch" (o golpe, se si vuole) turco con l'incendio del Reichstag berlinese, nel marzo 1933, autopoiesi del nazismo - avvento al potere dell'ìmbianchino-pittore fallito-agitatore politico (purtroppo trasciante) Adolf Hitler. E descrive la miseria politica del governo tedesco dell'epoca nel contrastarlo, meglio nel non saperlo-volerlo contrastare.

Idem per l'Europa oggi di fronte ai fatti turchi (o il fantasma dell'uropa, direi io, dato che non ne rimane altro...rispetto alle idealità di Spinelli e Rossi nel "Manifesto di Ventotene"; del resto anche nel mito la ninfa Europa non è che si neghi molto a Zeus/Jupiter) e conclude che "Se l'Europa esistesse , i negoziati (con la Turchia, sott.) li avrebbe già interrotti" (e qui Martelli enumera le violazioni dei diritti umani).

Verissimo; ma ricordo a me stesso e a chi vuole che l'Europa, fin troppo allineata alla NATO, ha tollerato a suo tempo: i colonnelli greci, i regimi para-fascisti di Salazar e Caetano in Portogallo, Francisco Franco y Bahamonde in Spagna etc., per non dire dei militari turchi dei vari golpe succedutisi nel Secondo Novecento: si vedano certi film se non si vogliono leggere opere storiche... Tutto per non disturbare il manovratore USA...

Eugen Galasso

Gianni Purin, artigiano ed artista, scomparso a 91 anni a Bolzano

Scompare con Gianni Purin, morto in questi giorni a Bolzano a 91 compiuti, un artigiano, pittore, scultore originalissimo. Veneto ma cresciuto nella città del Talvera, Purin, persona modesta e affabile, aveva notevoli spunti artistici, che si esprimevano sia a livello pittorico sia plastico-scultoreo, con creazioni in metallo, dove tematicamente l'interesse di Purin, ancora molto giovane negli anni Cinquanta e nei primi Sessanta, si rivolgeva soprattutto all'esplorazione dello/nello spazio, agli interrogativi cosmologici e cosmogonici, alle domande (che peraltro si ponevano già Giordano Bruno e Cyrano de Bergerac) relativamente alla vita in/su altri pianeti, quando l'esistenza di vita intelligente sulla sola terra sembra decisamente un'assurdità o comunque un'eccezione incomprensibile; pur se sappiamo che nel sistema solare la vita (anche quella non propriamente "intelligente" è resa difficile da condizioni chimico-ambientali profondamente diverse) ciò non sarà il caso in ogni parte del cosmo.  

Non volendo qui differenziare in modo duramente "dicotomico" tra arte e artigianato, sarà però da dire che Purin, nato artigiano, ha già in sé una propensione per l'arte, propensione che negli anni si sviluppa, anche per opera di qualche "mecenate" (qualche collega, qualche gallerista) e diventa quindi "per sé" (fuer sich, hegelianamente) attuandosi, realizzandosi nella creazione di opere. E Purin ha avuto varie soddisfazioni, in specie negli ultimi decenni, con varie mostre personali anche importanti, a Bolzano, ma, per esempio, anche nella collettiva importante realizzata a Fortezza. Da ringraziare, in specie, il collega artista Marius Spiller, decisamente più giovane,  che ha aiutato Purin in maniera determinante.      

Eugen Galasso 

I radicali cercano una strada dopo Pannella

In un dibattito fiorentino recente, gli ormai quasi assenti radicali hanno voluto ricordare, presentando il libro di Mario Lensi "Oltre Chiasso", l'opera di Marco Pannella che era "il Partito radicale" (lo dice Lensi stesso, ma anche Vincenzo Donvito, presente, e Andrea-Maijd Valcarenghi, che per il libro ha scritto la prefazione) e il Partito radicale transnazionale.

Ma...facit: A) il partito radicale transnazionale non esiste più (lo dicono loro stessi-e); B) anche il Partito radicale attivo in Italia è dilaniato dalle lotte tra pannelliani e boniniani (idem, detto anche da loro),  C) il progetto di nonviolenza e Satyagraha gandhiano rimane un "tèlos", un nobile fine da raggiungere, ma sempre contraddetto dai fatti.

Nuove strategie, dice Lensi, che propone, invece di elezioni e referendum (che un tempo per i radicali erano "the promised land", la Terra promessa, si noti), il sorteggio come nella pòlis ateniese: ora, oltre al fatto che in Atene dalla partecipazione alla vita politica erano esclusi schiavi, donne (sic!) e stranieri, il sorteggio funziona quando la società è composta da poche persone, mentre nel sorteggio oggi, nella megalopoli nazionale e e globale, possono "prevalere i pessimi" (lo diceva Vincenzo Cuoco nel suo "Saggio sopra la rivoluzione partenopea del 1799"), ossia i peggiori, ma anche esserci giganteschi brogli.  

Non sono certo io a negare i notevoli meriti storici del partito radicale,anche se non sempre e su tutto, ma forse i radicali rimasti, anche se "mave sanza nocchiero in gran tempesta" (Dante, che parlava dell'Italia - e va bene tuttora) dovrebbero riflettere sulla loro dipendenza assoluta da un leader e sulle loro non poche contraddizioni economiche (sono spesso stati/e apologeti del neoliberismo).    

Eugen Galasso

Argomenti del dibattito sulle riforme istituzionali italiane

Si avvicina il referendum sulle modifiche alla Carta Costituzionale e si intensifica il dibattito pubblico. Ci sono posizioni veramente troppo semplificatorie su questo che è un tema tanto delicato quanto importante per definire l'assetto complessivo dello Stato, e quindi su come i cittadini ritengono debba essere strutturato il loro Stato. Troviamo un intervento di Claudio Martelli, (in un fondo a pp.1-2 del "QN-Quotidiano nazionale" di giovedì 7 luglio) che, per portare avanti una riflessione sulla situazione politica creatasi con il ventilato referendum sulla riforma costituzionale, non trascura il passato, raffrontandolo con il passato prossimo dell'"ossessiva campagna mediatica e giudiziaria contro Berlusconi", ma anche con la situazione presente di Ostia, dove le non condanne sembrano smentire il teorema di "Mafia capitale".

Contraddizioni della giustizia, impossibilità di conciliare diritto e procedura? Lo sapremo o non lo sapremo mai? Una revisione dei codici sarebbe ancora una volta d'uopo...

In altri paesi, ha ragione ancora Martelli, statisti come Kohl, Mitterand, Sarkozy non sono stati spazzati via dal loro posto per "le attenzioni delle rispettive procure". E poi esamina anche la crisi globale, di tipo economico (ma sempre anche politica) con il pericolo di voler "distruggere la domanda per risanare i conti" (la ricetta anche iterata di Mario Monti, con gli esisti negativi noti) oppure l'azione politica dei populisti che arrivati al governo (nei Comuni, per ora, ma c'è che scommette sul loro successo anche a livelli istituzionali più alti) non sanno che cosa fare...

La distruzione della classe dirigente politica sostituita da tecnici è golpe, il populismo non si sa dove porti...

Eugen Galasso

Patchwork, only (or all is) patchwork

Vari esempi di "patchwork" nella produzione artistica contemporanea: dall'arte dei collages o dei materiali incollati per le arti visive, dalla contaminatio tra diversi generi musicali (rock pop e musica classica, per esempio, oppure jazz e sinfonia, musica strumentale e cantata, altro ancora), così anche in teatro: ne è ottimo esempio nella selva di Gallignano, nel comune di Ancona, un curioso spettacolo teatrale, composto da una commedia ("farsa" tecnicamente, ma dagli alti intenti, di Federico Garcia Lorca, "La zapatera prodigiosa" (La calzolaia prodigiosa), mentre lo spettacolo, che si chiama "... e fu così che dalla Selva spuntò un somaro, un sospiro e una stella!",  compone il testo lorchiano, che è una riflessione sull'amore e i suoi fantasmi-riflessi impropri, ma contiene al suo interno la grande leggenda di Ovidio su Dafne e Apollo, ossia "dei legami d'amore", ma anche un monologo (quello del"caballero") tratto dal "Don Juan" di Molière, musiche varie, ma il cui nucleo forte sono due brani della cantautrice ed etnomusicologa sarda Marisa Sannia, (non a caso studiosa di Garcia Lorca ... tout se tient), oltre ad alcune notevoli performances con l'accordéon.

Ma non è finita: c'è anche una vera e propria lezione, con tratti umoristici ma anche seri, sull'astrologia, a cura di Paolo Cortucci, astrologo diplomato in England e docente di astrologia.

Il tutto a cura dell'Associazione culturale "I Trucioli", regia e ideazione di Gemma Scarponi, con la collaborazione fattiva del Centro Botanico "Selva di Gallignano", della Politecnica delle Marche, Facoltà di Agraria, nella bellissima (non troppo conosciuta, ma straordinaria) Selva di Gallignano.

Patchwork, only (or all is) patchwork, come ama dire chi scrive, ma corrisponde alla fattualità, pe così dire.    

Eugen Galasso

Michael Cimino, regista di grandi film, è scomparso

Il regista e autore cinematografico newyorkese di origini italiane Michael Cimino è morto a 77 anni: ricordiamo i suoi film migliori, "The Deer Hunter" (Il cacciatore, 1978), "Heaven's Gate" (i cancelli del cielo, 1980) e "Desparate Hours" (Ore disperate, 1990). E' stato autore controverso, "difficile", favorendo molte interpretazioni diverse del suo cinema, con vari fraintendimenti, come è successo in particolare per "Il Cacciatore", che qualche critico aveva lettore come esempio tipico dell'imperialismo USA e della superiorità della razza bianca, quando invece esso non ha affatto un "messaggio", tantomeno di questo tipo, ma rimane un esempio di cinema "alto", caratteristico di una ricerca culturale-artistica polisemica per eccellenza, che favorisce tante letture diverse, proprio perché intimamente problematica.

Già sceneggiatore, Cimino, laureato in arti visive, era passato alla regia nel 1974 con "Thunderbolt and Lightfoot" (Una calibro 20 per lo specialista), film di grande perizia anche tecnica, con un grande interprete come Clint Eastwood.

Eugen Galasso

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