Partiti socialisti europei: è da definire un programma per ritrovare appeal

Di recente ne "L'Express" il segretario del PSF (Parti Socialiste Français), partito "disastrato" dalle ultime elezioni presidenziali, proponeva (mi trovo pienamente d'accordo, peraltro) il ritorno a Jean Jaurès, grande leader e teorico del socialismo europeo, ucciso alla vigilia della Prima Guerra Mondiale (estate 1914). Tornare a Jaurès vuol dire riscoprire giustizia sociale integrale (superamento del capitalismo come si presenta ora) e libertà.

"Più Europa". Più di questa Europa?

Il partito radicale, un tempo movimento di opinione, comunque sempre fortemente minoritario (i glorydays radicali risalgono a fine anni 1970-inizio 1980), dalla morte di Pannella in poi, ossia da più di un anno e mezzo, è "in grave sofferenza", per usare un eufemismo, da politically correct.

Fontana straparla, ma il problema immigrazione esiste

Scivolone del candidato governatore in Lombardia, Attilio Fontana, che aveva straparlato di "razza bianca" minacciata (avrebbe fatto meglio a ventilare le proprie dimissioni che comunque, dopo il chiarimento che ha diffuso, sarebbero state non accettate e ritirate). Ma il problema non sono le scivolate di Fontana: il fatto col quale confrontarci è che l'immigrazione incontrollata è reale. E non lo si risolve certo con parole come quelle dette da monsieur Moscovici (Commissario europeo all'economia), il quale fa anche un'indebita interferenza nell'agone politico italiano, volendo "tirare la volata" al PD che, spero, venga penalizzato dalle urne.

Edwin Hawkins se n'è andato

Ci sono persone che, anche per una sola realizzazione, una sola opera d'arte realizzata, meritano di entrare nel Pantheon, quello vero, della storia dell'umanità e della cultura (non quello cui ambiva un re truffaldino...): è il caso di Edwin Hawking, nato nel 1943 e morto a 74 anni, pianista, compositore, cantante di gospel, il cui arrangiamento di "Oh, Happy Day", merita di entrare da sola nell'empireo della musica.

Un libro alla testa della campagna anti-Trump

Insensata, direi, la campagna di stampa anti-Trump, ora promossa dal e con il libro in uscita del giornalista "à la une", dove sembra voluta l'intenzione di delegittimarlo e di sfrattarlo dalla "White House", senza dargli neppure il tempo di replicare...

Le presunte interferenze nella questione russa o meglio della Federazione russa, notoriamente sono tutte da provare, sempre che non si voglia, magari, cercare di riportare alla presidenza (o meglio di portarla, ma per molte persone sembrava già cosa fatta, nel 2016) Hillary Clinton, la Hillary pubblica mentitrice all'epoca dell'"affaire Lewinskj" e che non si dia ragione sempre e comunque a un "Democratic Party" che ebbe, a parte il grande Roosevelt e il già più discutibile J.F.K. (Kennedy) "illustri" rappresentanti come il candidato (poi "indipendente") George Wallace, razzista mai pentito...

Ma tornando al libro, che intanto va via come il rosolio, adesso fioccano le smentite di chi ha fatto dichiarazioni. E l'autore dice "ho bussato alla porta (della Casa Bianca???), mi hanno aperto, mi sono seduto sul divano e ho ascoltato (???). Mah. (n.d.d.)

Eugen Galasso

Le rivolte in Iran: qualche considerazione di "quadro"

Dopo gli abbagli presi nel 1979, per es. da parte di Michel Foucault a proposito di Khomeini e della rivoluzione iraniana, è meglio non esprimere giudizi affrettati sull'attuale situazione iraniana, ma è chiaro che le rivolte in corso si battono contro una dittatura teocratica intollerante e oppressiva.

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