Gentiloni adesso piace ... quasi ... a tutti!
Premessa. Non ho mai capito che cosa voglia dire "moderato": storicamente credo voglia dire non decidere, non situarsi politicamente, non fare scelte.
Premessa. Non ho mai capito che cosa voglia dire "moderato": storicamente credo voglia dire non decidere, non situarsi politicamente, non fare scelte.
Seminario “MATEMATICA IN RELAZIONE” organizzato da Cedocs, Aid Bolzano, GRIMeD, Liceo “G. Carducci” a Bolzano presso l’Aula Magna del Liceo “G. Carducci” in data 16 Dicembre 2017
Si è tenuto sabato 16 Dicembre 2017, presso l’Aula Magna del Liceo Classico “Giosuè Carducci” di Bolzano, il seminario “LA MATEMATICA IN RELAZIONE”, tenuto dal professor Roberto Imperiale, presidente nazionale di GRIMeD (Gruppo di Ricerca in Matematica e Difficoltà).
Il governo di Paolo Gentiloni compie un anno. Il "ragazzo" di 63 anni, di origini aristocratiche, laureato in scienze politiche, da studente extra-parlamentare di sinistra, poi pian piano avvicinatosi alla politica istituzionale, divenendo membro della "Margherita" poi confluita nel PD, membro della giunta Rutelli, più volte ministro, come premier viene riletto criticamente da Claudio Martelli nel "Quotidiano Nazionale" del 12/12/2017.
E' scomparso Lando Fiorini, che avrebbe compiuto ottant'anni in gennaio. Di famiglia povera, l'interprete di "Barcarolo romano", "Chitarra romana", "'Na preghiera pe' Roma", "Din don din don amore" (sigla del "mitico" telefilm parapsicologico "Il segno del comando", certamente il migliore orginale televisivo (allora si diceva così...) italiano di sempre, a.D.1971), era anche un eccelso attore, a teatro (fondò il "Puff", tra l'altro, storico locale romano), al cinema, in TV.
L'Unesco, ormai, dichiara "patrimonio dell'umanità" troppe cose. Bene per i canti popolari agresti (anche di richiamo per le mucche) dei campesinos latinoamericani, ma perché la pizza?
Scompare con Johnny Hallyday (nome d'arte, quello "borghese" era Jean-Philippe Smet), a 74 anni, l'anima "rock" della chanson française.
Le scelte di Donald Trump fanno discutere, come il trasferimento dell'ambasciata USA a Gerusalemme, accettandola-riconoscendola come capitale dello stato di Israele. Qualcuno dirà: A) reazione alla politica sostanzialmente "equilibrata", in realtà, diremmo, filo-araba di Obama. ; B) anche in Europa nessuno si è mai spinto così avanti - ai tempi di Andreotti e Craxi, in Italia, la diplomazia era l'arte privilegiata.
Ma, in realtà, oggi, la situazione è ben diversa, con l'ISIS per nulla sconfitto, con pericoli e minacce reali allo stato d'Israele. Elementi di cui tener conto, per valutare la politica "trumpiana", sempre che non si voglia parlare solo astrattamente.
Eugen Galasso.
Ora, Donald Trump, con la drastica riduzione dell'aliquota fiscale (dal 35 al 20%, non roba da poco...), torna alla politica liberista di stampo reaganiano, ma non si sa dire se ciò lo salverà da una certa tendenza all'impeachement che negli ambienti "liberal" (ossia di "sinistra progressista", qualunque cosa ciò significhi) sembra allignare, negli States come in Europa... quasi un "tiro al Donald"...).
Certo, si tratta di una misura decisa, discutibile (chi scrive ha un'altra concezione della politica economica e in genere della politica, ma ciò importa poco...), ma a suo modo efficace. Certo molto diverso "l'agire" dei responsabili politici italiani, dove l'inerzia del governo made in Italy (pensiamo alla vicenda banche, la più vistosa e la più rilevante) sembra condurre il governo sull'orlo del baratro, sempre che, del tutto à l'italienne, non si trovi la classica soluzione "tappabuchi"c he salvi capra (Renzi, Padoan, Gentiloni, Boschi...) e cavoli (qualche oppositore, magari "recuperato") etc...
Una situazione comunque di stallo, quella italiana, che conferma di essere tale, senza, in molti casi, saperlo o fingendo di non saperlo, il che è probabilmente ancora peggio... Eugen Galasso
"La storia non è solo poesia e confusione” sottolinea Philippe Daverio, ma “la continua, incessante e fondamentale ricerca delle nostre radici”.
Philippe Daverio, ospite d’onore del convegno "Le vie imperiali dell'impero", punta da subito verso un messaggio forte e significativo, quello verso la tanto discussa Europa, che mai come oggi è stata in pericolo.
«Quando si parla di cultura, ed in particolare di storia, si possono seguire due strade, una scientifica ed una poetica, entrambe fondamentali. Ciononostante però, mi pare di capire, che in questi ultimi decenni spesso si è favorita quella scientifica, mentre il percorso che oggi è necessario seguire è il secondo, perché tutti abbiamo bisogno di sentimenti che ci colleghino a ciò che viviamo nella quotidianità».
Con lo scopo di valorizzare e sostenere l’imponente rilievo storico mitteleuropeo, si è tenuto a Bolzano il convegno “Le vie medievali dell’Impero”, patrocinato dall’Euregio. Il principale obiettivo è stato quello di sondare il terreno riguardo la possibilità di una triplice alleanza tra Italia, Austria e Germania di stampo storico/artistico e commerciale/turistico. L’intento è senz’altro stuzzicante in quanto proporrebbe la creazione di partnership, infrastrutture, percorsi ad hoc, attività e quindi lavoro verso una materia che spesso, specie nel nostro paese, viene tralasciata in favore di altre più immediate e valutabili.