Scompare Johnny Hallyday

Scompare con Johnny Hallyday (nome d'arte, quello "borghese" era Jean-Philippe Smet), a 74 anni, l'anima "rock" della chanson française.

Giudicare le scelte di Trump

Le scelte di Donald Trump fanno discutere, come il trasferimento dell'ambasciata USA a Gerusalemme, accettandola-riconoscendola come capitale dello stato di Israele. Qualcuno dirà: A) reazione alla politica sostanzialmente "equilibrata", in realtà, diremmo, filo-araba di Obama. ; B) anche in Europa nessuno si è mai spinto così avanti - ai tempi di Andreotti e Craxi, in Italia, la diplomazia era l'arte privilegiata.

Ma, in realtà, oggi, la situazione è ben diversa, con l'ISIS per nulla sconfitto, con pericoli e minacce reali allo stato d'Israele. Elementi di cui tener conto, per valutare la politica "trumpiana", sempre che non si voglia parlare solo astrattamente.

Eugen Galasso.

Trump agisce, in Italia regna l'inerzia

Ora, Donald Trump, con la drastica riduzione dell'aliquota fiscale (dal 35 al 20%, non roba da poco...), torna alla politica liberista di stampo reaganiano, ma non si sa dire se ciò lo salverà da una certa tendenza all'impeachement che negli ambienti "liberal" (ossia di "sinistra progressista", qualunque cosa ciò significhi) sembra allignare, negli States come in Europa... quasi un "tiro al Donald"...).

Certo, si tratta di una misura decisa, discutibile (chi scrive ha un'altra concezione della politica economica e in genere della politica, ma ciò importa poco...), ma a suo modo efficace. Certo molto diverso "l'agire" dei responsabili politici italiani, dove l'inerzia del governo made in Italy (pensiamo alla vicenda banche, la più vistosa e la più rilevante) sembra condurre il governo sull'orlo del baratro, sempre che, del tutto à l'italienne, non si trovi la classica soluzione "tappabuchi"c he salvi capra (Renzi, Padoan, Gentiloni, Boschi...) e cavoli (qualche oppositore, magari "recuperato") etc...

Una situazione comunque di stallo, quella italiana, che conferma di essere tale, senza, in molti casi, saperlo o fingendo di non saperlo, il che è probabilmente ancora peggio... Eugen Galasso

Philippe Daverio ci parla di Alto Adige ed Europa

"La storia non è solo poesia e confusione” sottolinea Philippe Daverio, ma “la continua, incessante e fondamentale ricerca delle nostre radici”.
Philippe Daverio, ospite d’onore del convegno "Le vie imperiali dell'impero", punta da subito verso un messaggio forte e significativo, quello verso la tanto discussa Europa, che mai come oggi è stata in pericolo.
«Quando si parla di cultura, ed in particolare di storia, si possono seguire due strade, una scientifica ed una poetica, entrambe fondamentali. Ciononostante però, mi pare di capire, che in questi ultimi decenni spesso si è favorita quella scientifica, mentre il percorso che oggi è necessario seguire è il secondo, perché tutti abbiamo bisogno di sentimenti che ci colleghino a ciò che viviamo nella quotidianità».

Le vie medievali dell’Impero. Come unire cultura ed economia

Con lo scopo di valorizzare e sostenere l’imponente rilievo storico mitteleuropeo, si è tenuto a Bolzano il convegno “Le vie medievali dell’Impero”, patrocinato dall’Euregio. Il principale obiettivo è stato quello di sondare il terreno riguardo la possibilità di una triplice alleanza tra Italia, Austria e Germania di stampo storico/artistico e commerciale/turistico. L’intento è senz’altro stuzzicante in quanto proporrebbe la creazione di partnership, infrastrutture, percorsi ad hoc, attività e quindi lavoro verso una materia che spesso, specie nel nostro paese, viene tralasciata in favore di altre più immediate e valutabili.

Rigurgiti di neonazismo

Non si riesce ancora a cogliere i margini reali di trattativa (da parte soprattutto della Cina, paese fornitore), ma la questione nordcoreana sembra decisamente più preoccupante di come poteva apparire mezzo anno o anche solo 3 mesi fa: esperimenti nucleari sempre più potenti, scarsa o nulla volontà (almeno, questa è l'impressione) di dialogare... Vedremo, sperando in meglio.

Passando ad altro, il suicidio in diretta del generale croato, responsabile di crimini di guerra, sembra confermare la volontà di parte del popolo croato (come di quello ucraino) di ripercorrere le strade orribili percorse dai gerarchi nazisti, che si suicidavano, appunto con pastiglie di cianuro. Non voglio dire che tutti i Croati siano così, ma nella popolazione croata o meglio in una sua non piccola parte, insieme a un certo pangermanismo (ma si rileggano, please, certe tirate di Friedrich Engels contro gli Slavi, inclusi anche i Croati...), alligna anche un certo revanchismo filonazista...

Eugen Galasso

"L'ora del ricevimento (Banlieu)" nella stagione del TSB

"L'ora di ricevimento (Banlieue)" di Stefano Massini. Realizzazione del Teatro Stabile dell'Umbria. Regia: Michele Placido. Intepreti: Fabrizio Bentivoglio, Francesco Bolo Rossini, Giordano Agrusta, Arianna Ancarani, Carolina Baluscani, Rabii Brahim, Vittoria Corallo, Andrea Iariori, Balkissa Maiga, Giulia Zeeti, Marouane Zotti. Dal 7 al 10 dicembre nella stagione del Teatro Stabile di Bolzano.

Al Carambolage di Bolzano un omaggio ai poeti del Friuli

Il 30 novembre al "Carambolage" di Bolzano, ore 21, appuntamento importante (ingresso gratuito, tra l'altro) con "Sfuea", gli (in friulano-furlàn) "Sprazzi/stormi di luce disseminati nel cielo oscuro non si sa da quale mano" (poesia di Novella Cantarutti). Sul palcoscenico la cantante Elsa Martin ed il pianista jazz Stefano Battaglia.

Scomparso Giorgio Antonucci, un combattente contro il pregiudizio psichiatrico

Del dottor Giorgio Antonucci e della sua scomparsa ci sarebbe da parlare per decenni (ora non solo le mie condizioni di salute ma anche la tristezza, legata anche al fatto di non aver potuto partecipare alle esequie, mi impediscono di farlo), volendo essere in qualche modo obiettivi rispetto alla sua opera e al suo agire.

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