Voliamo in Messico con QUO VADIS? Festival delle Culture e delle Lingue

Per un mese nelle città di Bolzano, Laives, Merano e Bressanone si respirerà il calore latino-americano. Al via il "QUO VADIS? Festival delle Culture e delle Lingue" che quest’anno, dal 20 gennaio al 17 febbraio, ci fa "volare" in Messico.
Grazie al "Festival Quo Vadis?", dopo l’edizione del 2022 dedicata al Giappone e quella del 2023 dedicata alla Corea del Sud, quest'anno si va a conoscere il colorato Messico. Una serie di iniziative organizzate nei quattro centri altoatesini permetteranno alla popolazione locale di scoprire aspetti interessanti anche di questa terra. Scopo del Festival è proprio quello di dare un'occasione ai nostri concittadini di andare a scoprire nuove tradizioni, di aprirsi verso l’altro o il diverso, promuovendo la conoscenza e l’ascolto interculturale.

Basta con la lagna di quei sudtirolesi che definiscono la festa della Befana come festa fascista!

Riecco la befana: da molto tempo, in Suedtirol/Alto Adige l'esponente politica pantirolese Eva Klotz definisce la festa della Befana "festa fascista".

Errore storico grave: da sempre in tutta Europa, a parte la coincidenza di date con il passaggio dall'Equinozio d'Inverno alla festa della luce (Sol invictus), e prescindendo dai possibili richiami alle feste della dea pagana Diana, la figura di Perchta in tutta Europa, di Frau Holle in ambito germanico, di Frigg in Scandinavia, in ambito cristiano la leggenda dei Re Magi che avrebbero chiesto a una vecchina di indicar loro la strada per Betlemme, sono storie progenitrici della Befana.

Che poi il fascismo ne abbia approfittato ed abbia istituito la "Bafana fascista" e il postfascismo la "Befana del MSI" non è colpa della buona vecchietta che porta i doni, ma di chi ha menato vanto di aver proseguito una tradizione che certo non è di sua competenza.

Eugen Galasso

A proposito dei discorsi di fine anno dei Presidenti della Repubblica

Da anni, ormai, sentiamo i discorsi di fine anno di Presidenti della Repubblica "extra legem" (vale per Mattarella come per Napolitano), rieletti senza che la rielezione sia di per sè prevista, e lo stesso vale  per i loro discorsi disseminati durante l'anno.

Dicono cose anche importanti, ma in genere risapute e ridondanti, dove sarebbe da ridefinire il ruolo del Presidente della Repubblica rispetto al governo (la dizione "capo dello Stato" non è prevista dalla Costituzione) ma sarebbe anche da esaminare in modo serio la possibilità di un Presidente eletto dal popolo, invece che da un "compromessi tra partiti", con annessa, diciamolo, l'abolizione delle spese per il Quirinale.

Eugen Galasso

Rinuncia al Presepe: è un atto di rispetto delle altre culture o di rinuncia alla propria?

La volontà di taluni direttori di istituti scolastici e accademici, ma anche di vari negozianti, di "togliere" il presepe dalle rispettive istituzioni o dai negozi non costituisce una forma di rispetto delle altre culture, religiose e non, ma semplicemente la rinuncia alla propria cultura, cioè una volontà semplicemente suicida, foriera di effetti quasi certamente negativi.

Lo si è visto in tutte le realtà francesi, italiane, di altre nazioni, che hanno voluto ricorrere a tali metodi. Per motivi, non si sa bene, legati alla volontà di intercettare altre sensibilità o solamente per entrare in altri mercati.

Eugen Galasso

Riforma costituzionale: lo scoglio dei poteri del Presidente

La ventilata (da parte dell'attuale maggioranza di governo) riforma del "premierato" inquieta la cosiddetta "sinistra", in quanto sembra ridimensionare i poteri decisionali del Presidente della Repubblica. Le dichiarazioni del Presidente del Senato delle ultime ore hanno rinfocolato le polemiche.

In realtà, oltre al fatto che non c'è ancora nulla di deciso, sembra essersi fatta strada, in alcuni settori politici e dell'"opinione pubblica", una sorta di mitizzazione del ruolo del "capo dello Stato" (definizione che, pearaltro, come tale, non figura nella Costituzione). Dato che ormai da anni parlare di "pericolo di golpe" vuol dire muoversi in uno scenario fantapolitico, non si vede perchè una riforma costituzionale, ormai quasi ottant'anni dopo la sua approvazione, previa ampia discussione parlamentare, non possa avere un senso.

Eugen Galasso

Scompare quasi nel silenzio Toni Negri, protagonista della storia del nostro Paese

Antonio-Toni Negri scompare novantenne a Parigi, dopo una vita di contraddizioni ma anche di produzioni feconde: da un lato, certo, il teorico della violenza operaia quale fondatore dell'"Autonomia operaia", dall'altro il teorico che faceva ragionare ancora una volta sul pensiero politico di Spinoza ma anche sulla realtà dell'imperialismo in "Empire", scritto con Toni Hardt (traduzione italiana 2002).

Certo persona dalla grandi contraddizioni, il pensatore padovano è stato idolo di una generazione ma anche "guardingonel consegnarsi alle autorità italiane (la magistratura gli imputava reati anche gravi) dopo essere stato eletto come indipendente nelle liste radicali, suscitando la rabbia di Marco Pannella, ma la notizia del suo decesso è passata decisamente in secondo piano, segno di tempi diversi da quelli degli anni Settanta, Ottanta e volendo, fino all'inizio del Nuovo Millennio...

Eugen Galasso

Quale l'entità di condanna giusta di fronte ad un delitto?

In un momento nel quale anche i fatti di cronaca, in particolare i delitti, e in particolare i femminicidi, diventano "questione politica", nel caso che l'assassino ventiduenne Filippo Turetta "se la cavi" con uno sconto di pena per "semi-infermità mentale" ciò darebbe, a parte una questione controversa a livello giuridico e anche psichiatrico, sul piano politico un regalo a quelle forze di estrema destra (non solo la Lega, pero', piuttosto movimenti come quello di Gianni Alemanno "Forum dell'Indipedenza italiana") che puntano sul'ergastolo senza remissione nè sconti di pena e che, se fosse possibile (ossia se l'attuale codice penale la prevedesse) punterebbero alla pena di morte.

Eugen Galasso

"Leggere le montagne": così a Bolzano la Convenzione delle Alpi festeggia la Giornata Internazionale della Montagna

Sabato 9 e domenica 10 dicembre nuova edizione a Bolzano del Festival “Leggere le Montagne”, una iniziativa promossa dal Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi, che ha la propria sede operativa italiana a Bolzano presso l'Eurac, con l’obiettivo di avvicinare gli amanti della letteratura e della montagna, per celebrare la Giornata internazionale della Montagna.

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