Durigon liscia il pelo ai nostalgici

Claudio Durigon, sottosegretario all'Economia nel governo Draghi, leghista, nato a Latina, ha proposto la re-intitolazione del Parco della sua città ad Arnaldo Mussolini, fratello di Benito, quando ora il parco è dedicato a Falcone e Borsellino.

Non c'è dubbio, decisamente si tratta di una mossa politica, dato che a Latina, città "rifondata" dal fascismo, ancora molte persone non hanno "cambiato colore". Da valutare con attenzione, certo, stante il fatto che, giustamente, la Costituzione proibisce la ricostituzione "sotto ogni forma del disciolto partito fascista".

Ne vengono chieste le dimissioni, ma immaginiamo non verranno presto, per cui sarebbero da scegliere, forse, soluzioni "altre", non facilmente determinabili ora, dato che una crisi di governo, in questo momento, non sarebbe auspicabile.

"Crisi d'agosto"? Forse, comunque da riconsiderare alla luce di quanto avviene, ossia di problemi ben più seri che incombono...

Eugen Galasso

Capanna se ne esce con una proposta irrealizzabile

Mario Capanna, già leader studentesco del 1968, poi variamente impegnato in politica a sinistra ("Verdi Arcobaleno", "Democrazia Proletaria" etc. - ondivago, diremmo...), percettore di pensione quale ex deputato, pensione molto discussa, torna a far parlare di se, in senso politico stavolta.

Qualche considerazione ancora sul ddl Zan

Ci voleva proprio Mario Draghi per ricordarci che "Siamo uno Stato laico. Il Parlamento è sovrano", a più di un secolo e mezzo dalla storica affermazione di Camillo Benso conte di Cavour, ma gioverà anche ricordare che il cattolicesimo non è più "religione di Stato", da più di 32 anni (storica sentenza della Corte Costituzionale, aprile 1989). E di mezzo c'è anche il patto del nuovo Concordato.

Eppure prima l'affermazione del Vaticano, poi "retromarcia" di Parolin... 

Detto questo, il disegno di legge Zan è decisamente da rivedere o da non approvare. I diritti delle persone "altre" si affermano diversamente che con un disegno di legge molto opinabile...

Eugen Galasso

Emergenza COVID non certo superata

Il Covid, stando ai dati ufficiali diffusi in questi giorni, si è portato via in Italia più di 127.000 morti (un centinaio in più, anzi), come dire gli abitanti di una città italiana di media grandezza, e comunque più di 60 morti in un giorno, il che non è poco.

Un vertice della NATO dai toni vecchio stampo nei confronti di Russia e Cina

Il vertice NATO tenutosi in queste ultime ore, con la presidenza di Joe Biden, ci ripresenta uno scenario strano: giusto ribadire il tema dei diritti umani, ma il vertice è sembrato prendere un taglio come se si tornasse alla guerra fredda o quasi, con rapporti tesi con la Russia putiniana e con la Cina di Xi, il che appare troppo.

Draghi e "dragoni"

La crisi legata ai vaccini, o meglio all'ultimo grave fatto (comunque da chiarire) legato alla morte di una ragazza diciottenne, dopo la somministrazione del vaccino "AstraZeneca", con un'ulteriore limitazione della somministrazione di quel vaccino a chi ha più di 60 anni, contribuisce ad aggravare un caos che dura da quando si parla concretamente di vaccini anti-Covid.

75 anni di Repubblica italiana.

La vittoria dell'istituzione repubblicana su quella monarchica, sciagurata in Italia (avallo del regime fascista, della guerra e delle leggi razziali) è stata "di misura" tra favorevoli e contrari 75 anni fa (2 milione di voti si differenza, a favore dell'opinione repubblicana).

Le plebi meridionali e parte dell'elettorato femminile, ottenebrati in no pochi casi anche dalle prediche di preti fanatici, erano filo-monarchiche/i, ma anche tra i partiti dell'EX CLN (Comitato di liberazione nazionale) vi erano notevoli divisioni.

Non chiaramente schierati a favore della Repubblica erano DC e PCI (Togliatti, con la svolta di Salerno, s'era detto disposto ad accettare ancora la monarchia, almeno temporaneamente), mentre socialisti, repubblicani e partito d'azione erano decisamente a favore della Repubblica.

Non lo era la destra estrema, nonostante la tardiva scelta repubblicana a fine regime (Repubblica Sociale Italiana) di Mussolini.

Insomma, una svolta importante, ma guadagnata sul filo del rasoio.

Eugen Galasso
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Basta guerra in Israele-Palestina. L'ONU si svegli!

Ora, come al solito, parte della sinistra darà la colpa della recrudescenza del conflitto medio-vicino-orientale ad Israele, senza considerare che invece l'attacco viene dai palestinesi, anzi, diciamo meglio, da Hamas, componente fondamentalista-religiosa (islamica, anzi islamista) del popolo palestinese, e non da parte dell'OLP, cioè dalla guida politica del popolo palestinese.

Grave, come condizione di partenza. Che poi il successo militare "arrida" agli Israeliani, è forse logico, in quanto hanno un esercito organizzato, ben strutturato e, nella logica ancora guerrafondaia tuttora dominante, "vince il più forte", mentre le prospettive trans-belliche, legate alla nonviolenza appaiono ancora "utopistiche", irrealistiche.

 

E siccome le ragioni non stanno tutte da una parte, e la violenza non risolve con rispetto le sperequazioni, è la trattativa politica che deve essere sostenuta, non il lancio di razzi o le reazioni con bombardamenti più o meno "mirati" (ndd).

Si segnala, ancora una volta, l'intervento tardivo e insufficiente da parte dell'ONU. E' noto a tutti il fatto che l'attacco sia partito dai palestinesi di "Hamas" e ogni valutazione andrà fatta partendo da tale fatto.

Eugen Galasso

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