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Gospel, canti di speranza di riscatto. Per scambiarsi gli auguri in tutto il mondo!

Nel periodo natalizio e spesso anche pasquale per ogni dove (USA, Europa, ma anche altrove, Asia, Africa, ultimamente persino Latinoamerica dove vige una gelosia incredibile verso ogni genere musicale che non sia salsa, merengue, ballenato, bolero, folclorico, in Argentina tango, i "vilancicos", cioè le canzoni sacre, in specie natalizie, etc., insomma i generi locali), domina incontrastato il gospel (letteralmente=vangelo, nuovo annuncio), genere nato tra gli anni Venti e i Trenta dello scorso secolo tra gli schiavi afroamericani nei campi di cotone.

Canti di speranza e di riscatto, ispirati dai testi evangelici (anche dall'"Apocalisse" di Giovanni, che in genere si considera erroneamente canto da "finis mundi", in realtà pieno di speranza verso "cieli nuovi, terra nuova", pregno cioè di utopia anche sociale).

In Alto Adige/Suedtirol e Trentino soprattutto The Original USA Gospel Singers & Band, altrove Earl Thomas Spiritual & Soul Christmas, The Harlem Voices, Danton Whitley and Mosaic Sound e altri gruppi di gospel-e soul, letteralmente=anima, la versione più intimistico-lirica del gospel e "spiritual", la forma più ampiamente di musica sacra "afroamericana", invadono gioiosamente l'Europa e la penisola con la musica che fino a qualche decennio fa veniva apprezzata ma "de loin", da lontano, come fosse qualcosa di diverso, di "tipicamente americano", mentre oggi entra di prepotenza (con giusta prepotenza, vien da dire) nelle case di tutte le persone, sperabilmente "di buona volontà".

Irene Carrubba e Eugen Galasso

immagine tratta dal sito http://www.dartmouth.edu/~dartlife/archives/17-2/choir.html 

Last modified onSabato, 31 Dicembre 2016 16:01

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