Fidel Castro: il suo un lascito controverso

Fidel Castro Ruz, nato nell'agosto 1926, scompare a novant'anni, lasciando dietro di sé folle acclamanti e anche molte polemiche, come quelle relative ai diritti umani (penso al drammaturgo e scrittore spagnolo Fernando Arrabal, critico feroce di Castro), dove però bisogna ricordare che Cuba ha un ottimo sistema sanitario e ottime scuole e università pubbliche (un'eccezione in Lationamerica, va sottolineato), che la questione diritti umani, con l'apertura degli States (visita di Obama nel dicembre 2014, mediazione fondamentale di papa Francesco, argentino) è ora in via di risoluzione, soprattutto per merito di Raùl, il fratello di Fidel, attualmente presidente cuabano.

Prima che "marxista" (i marxisti-leninisti ortodossi non lo considerano tale, piuttosto un "terzomondista"), Fidel Castro Ruz è stato un terzomondista che si è ispirato alla lezione di Simon Bolìvar (1783-1830), anticolonialista e fondatore della "Grande Colombia" (non identificabile con la sola Repubblica colombiana attuale, ma molto più ampia) e di José Marti, cubano (1853-1895), altro "rivoluzionario" di orientamento liberale anche come pensatore. L'adesione al "blocco sovietico"  da parte di Fidel Castro è conseguente soprattutto dall'intransigenza degli USA dell'epoca , nei due episodi della "Bahìa de los Cochinos" (Baia dei Porci), con un tentativo di scalzare il governo di Castro (aprile 1961) da parte di ribelli anticastristi appoggiati dagli USA (CIA) e poi dalla "crisi dei missili" a Cuba (ottobre 1962), dove le testate nucleari in campo avrebbero rischiato di creare una guerra mondiale. Poi Castro cerca di diventare più organicamente "marxista", pur distanziandosi (pare) dalle posizioni di "esportazione della rivoluzione" in tutto il mondo, da parte di un altro "barbudo" (i ribelli contro il regime corrotto di Fulgencio Batista) quale Ernesto Che Guevara, argentino.

Valutazioni più approfondite sulla figura di Castro seguiranno nei prossimi mesi e anni, mentre ora conviene ricordare alcune opere in cui si ritrova il pensiero di Castro Ruz: "La historia me absolverà", discorso di autodifesa di Castro ("La historia me absolverà", 1953, in edizione italiana presso vari editori, Feltrinelli e Il saggiatore, ma non solo), "Fidel y la religiòn" (intervista con il teologo della liberazione Frei Betto, in italiano, Milano, Feltrinelli) e la più recente "Entrevista a Fidel Castro" di Ignacio Ramonet, in italiano come "Autobiografia a due voci", Milano, Mondadori) e altro, ma presto usciranno tutte le opere, in particolare i discorsi.

Eugen Galasso

Last modified onLunedì, 28 Novembre 2016 15:34