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La UE ci fa risentire tutti italiani? Questa la teoria del professor Becchi su Libero

Un bell'intervento, questo di Paolo Becchi, filosofo, intellettuale-è stato leader (un tempo, poi s'era dimesso in rotta con il movimento) dei "5 Stelle", ora vicino alla "Lega", pur se sempre criticamente, che ricostruisce la storia politica italiana e il relativo pensiero, ne "Libero" di domenica 25 febbraio, a p.23.

Rivalutando il pensiero di Carlo Cattaneo (federalista) e Gaetano Salvemini (socialista federalista), versus il centralismo imposto dai Savoia, sul modello "nazionale" delle altre potenze (meglio: delle potenze) europee, ma anche dalla Chiesa (inizialmente feroce avversaria dell'unità nazionale, poi invece a favore della stessa, nella speranza di "cattolicizzare" e convertire tutta la popolazione), Becchi ritiene che l'attuale direzione dell'UE (unione europea) spinga gli italiani, tutti diversi (tra Liguri e Veneti c'è già molta distanza, Lombardi, Siciliani e Toscani non hanno molto in comune, se non la lingua...sempre che i Siciliani di oggi (che hanno alle spalle un storia culturale di tutto rispetto) abbiano un livello di acculturazione bastevole per capirla e parlarla... (malignità mia e ovviamente un po'di storia nazionale) - ma anche tutti, comunque, bene o male, italiani - a ritrovarsi in un comune amore di patria che non faccia dimenticare le loro specificità.
Di acqua ne è passata, sotto i ponti, dai tempi di Gianfranco Miglio (teorico comunque di vaglia), più per quanto riguarda l'esplicitazione della teoria stessa che per quanto riguarda la teoria generale.
Eugen Galasso
 
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Last modified onGiovedì, 01 Marzo 2018 20:54

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