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Socialismo: la "versione" (carente) di Hollande

Se il socialismo europeo e mondiale è espresso da una figura come François Hollande, come si suol dire, "siamo messi bene", ossia...

In un'intervista a Pierre Nora, storico, e Marcel Gauchet, filosofo (in "Le Débat", ma in gran parte riportato anche ne "Le Monde" del 16 settembre 2016, da cui cito, p.20), si dimostra non tanto scarso teorico (a un uomo politico lo si può perdonare) ma soprattutto politico "da poco".

Parla genericamente del socialismo "Il socialismo è un'eredità che scava profondamente nella nostra storia, un'idea più che un'operazione (assurdo: un'idea deve sostanziarsi di atti concreti, altrimenti è un'opinione nebbiosa- e.g.). Sono socialista , ma non sono per la socializzazione dei mezzi di produzione (va bene, ma allora che cosa proponi di"socialista" o, al limite, di altro? E.G.). Non lo sono mai stato. Il socialismo è una filosofia molto più che una dottrina". (Vago e.g.). Poi cita Léon Blum e il suo senso della giustizia (bene il richiamo storico, ma oggi giustizia può valere=giustizialismo, e.g.). ..."Non sono un liberale, nel senso che la logica del mercato domini su tutto (Ma quello è liberismo, non liberalismo, attento Monsieur le Président...e.g.). In alternativa, ammetto in certi casi una politica dell'offerta"(vago, ancora una volta,e.g.).

F. Hollande ha poche chances di venir rieletto, ma quelle poche mi pare che se le brucia anche così...

Eugen Galasso

Last modified onSabato, 17 Settembre 2016 14:14

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