Credenziali scarsine quelle con cui si presenta il nuovo Governo

Il governo Lega-5 Stelle alla prova dei fatti non s'è ancora visto. Bisognerà vedere quale sarà il décalage tra intenzioni e realizzazioni concrete, tra il desiderato e il realizzabile...

Ed è viva l'impressione che il consenso ricevuto sui provvedimenti promessi in campagna elettorale dalle due forze politiche sia motivato in molti e molti casi da un - non espresso - desiderio di tornare indietro a tempi "migliori" (quando si andava in pensione più giovani, quando l'assistenzialismo funzionava nelle sue varie forme di sostegno al reddito, quando ..., quando ...) (n.d.d.)

In particolare, se dovessimo giudicare dalle prove fornite dalle amministrazioni locali dei "grillini", dovremmo dire "pollice verso": Roma non è un esempio incoraggiante, anche per Torino si possono esprimere ampie riserve, Livorno... anche là non è, per citare un'espressione rimessa in auge dal neo-ministro dell'interno Salvini, una "pacchia" ... pensando alle macro-e micro-alluvioni.

La "Lega" parte meglio, visti vari esempi consolidati da decenni di buona amministrazione.

Ma domenica si vota in vari Comuni, dove la competizione tra Lega e 5 Stelle, tendenzialmente diversi e concorrenziali è comunque in atto, anzi si rinfocola ad ogni competizione e ciò durerà, chiaramente, fino alla fine dell'esperienza governativa, breve o lunga che essa sia.

Dire di più potrebbe essere imprudente ma certamente, "credenziali europee" a parte, il neo-governo non si presenta con le migliori credenziali, neppure a livello di "laicità".

Eugen Galasso

Last modified onMartedì, 05 Giugno 2018 08:07

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