Di Maio attacca la Francia "neocoloniale". Gli raccomandiamo la massima di Severino Boezio.

Premettendo che, da filofrancese (lo dico e lo scrivo da sempre) non amo Macron, anzi!, devo dire che ritengo sia stata una squallida e improvvida uscita quella del vicepremier e ministro 5 Stelle Di Maio, forse motivato anche dalla concorrenza con il più "movimentista" Di Battista (reduce dall'America Latina-perché non c'è rimasto?-vien da chiedersi), che accusa la Francia come potenza neocoloniale.

Tutti gli Europei hanno praticato il colonialismo e, per dirla tutta, Gran Bretagna e Spagna, ma anche Portogallo molto più della Francia; anche i perdenti della Seconda Guerra Mondiale, ossia Germania e Italia furono potenze coloniali, dove non si può dimenticare l'abbaglio coloniale che colse anche un grande poeta italiano, socialista, Giovanni Pascoli, che scrisse il famoso testo in prosa (discorso in origine) del 26 novembre 1911 in favore dell'intervento militare in Libia.

Di Maio, che con questa uscite, volte a contenere il "separato in casa" (più radicale) Di Battista e lo scomodo alleato Salvini, rischia di essere dannoso, persino pericoloso (i rapporti commerciali - con le loro conseguenze anche occupazionali -, e non solo quelli diplomatici con la Francia, rischiano di divenire minimi, penalizzati oltre a tutto anche dall'irrisolta questione della TAV): a Di Maio la raccomandazione che dovrebbe tenere a mente il famoso detto di Severino Boezio (nel "De consolatione philosophiae"): "Si tacuisses, philosophus mansisses" ("Tacendo, rimarresti sapiente")... Eugen Galasso

Last modified onMartedì, 26 Febbraio 2019 21:13

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