Questa volta si tratta di soldi russi (forse) per sporcare la politica italiana

Francamente, da non votante Salvini, posso dirlo: la presunta elargizione di soldi russi-putiniani alla Lega mi sembra un tentativo di screditare la Lega e il suo "capitano", certo discutibile ma non necessariamente corrotto.

Per decenni, dei finanziamenti dell'URSS al PCI si sapeva, senza che se ne facesse parola, almeno a livello di procedimenti giudiziari, nonostante l'URSS fosse (era considerato) il "nemico del popolo" o meglio dell'Occidente in una fase dove la guerra era sempre un opzione possibile. Ora, invece, per impedire l'avanzata elettorale (forse inarrestabile, forse no, comunque già ragguardevole a questo punto) si fa di tutto per delegittimare Salvini con mezzucci assurdi, che forse si riveleranno (?) una mera bufala. Fatta salva la libertà di stampa, non sembra un caso che l'attacco venga dal gruppo "Espresso-Repubblica" che da sempre è in quota PD e comunque avverso alla Lega.

 

Ricordando le demagogie della Lega in Parlamento quando ci fu il primo scandalo dei finanziamenti agli inizi degli anni '90, con il cappio agitato in aula all'indirizzo di Craxi, c'è da sperare che questa volta si sia in grado di ragionare meglio su millantatori (o profittatori in proprio), partiti, spese politiche, accantonamenti personali, e quindi a discernere le responsabilità. E anche, come in questo caso, delle possibile inerferenze estere sulla nostra politica. (n.d.d.)

Sarebbe forse il caso, invece, di riproporre la trasparenza dei finanziamenti "privati" (o sedicenti tali) ai partiti politici, come avviene, per esempio, negli USA.

Eugen Galasso

Last modified onVenerdì, 26 Luglio 2019 11:32

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