I limiti forse obsoleti del discorso del Presidente della Repubblica

Certamente anche per il carattere distinto - meglio, per la funzione del Presidente della Repubblica, che sta in qualche modo "sopra" ( o meglio fuori dal) il dibattito politico contingente del Parlamento e del Governo - ma il tradizionale discorso di fine anno del Presidente della Repubblica è sempre esposto al rischio di apparire generico in quanto non può entrare in medias res rispetto a question di stretto "dominio" politico.

Così succede al presidente Mattarella, uno dei più corretti, decisamente in controtendenza rispetto al super-interventista (ai limiti e credo anche oltre i limiti del dettato costituzionale) Giorgio Napolitano, suo immediato predecessore.

Ma se le "maglie d'azione" del Presidente devono essere così limitate, non sarebbe meglio rivederne le funzioni? In sede di dibattito costituzionale, ossia precedente la formazione della Carta Costituzionale, Piero Calamandrei, uno dei Padri più esperti della nostra Carta delle regole, non era contrario a una repubblica presidenziale. E a Calamandrei, liberalsocialista ("azionista", dal nome del Partito d'Azione) certo non si possono rimproverare simpatie filofasciste...

Oggi alcuni elementi della Costituzione (certo importanti per vari decenni, viste anche le tentazioni golpiste striscianti e non solo, almeno fino all'inizio degli anni 1980) appaiono francamente obsoleti, come la separazione tra Presidenza della Repubblica e Governo... 

Ma ci sono delle reazioni al discorso cui vorrei dedicare dello spazio, sperando così di farne oggetto di riflessione. Durante la trasmissione "Stasera Italia" su Rete 4 del 31 gennaio, che proponeva ai presenti di esprimere un commento al discorso di fine anno di Mattarella, lo storico leader leghista Roberto Castelli, più volte ministro, ha criticato il discorso, oltre che per le affermazioni sui migranti, per il rituale omaggio (secondo lui, certo) al Papa, affermando di non essere credente (di formazione è ingegnere meccanico, dunque di formazione scientifica) e di considerare il Pontefice solamente un Capo di Stato estero. E' naturalmente una posizione legittima, che avrà scandalizzato qualche vecchina, ma mi sembra anche in contrasto con il super-leader attuale della Lega, Salvini, che esibisce rosari e presepi sempre. Anche qui una questione culturale: ricordo che nella Francia laica il cattolico presidente Jacques Chirac si asteneva da ogni affermazione meno che strettamente laica, mentre in Italia ciò non sarebbe possibile...

Eugen Galasso

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