corso demenza

Escono dall'armadio i primi scheletri sul movimento 5 Stelle

"Non c'è più (Gianluigi) Paragone".

Credo che questa moria di deputati dei "5 Stelle", ora consumatosi non con le formali dimissioni ma con l'espulsione di Gianluigi Paragone, giornalista polemico, intelligente, non ascrivibile (come qualcuno aveva ipotizzato) a un ritorno alla Lega, di cui non è mai stato né membro né iscritto, ma capace di pensare (non tutti i giornalisti lo sono, invero) con la sua testa, masticando teorie non definibili tout court "anti-globaliste" o "sovraniste" ma altre rispetto al conformismo dominante, segni una via ormai interrotta, un "Holzweg", un sentiero nel bosco per i "grillini", che dovranno ripensare e ripensarsi.

Appiattirsi piattamente sul PD e sul governo Conte 2 non è nella loro natura, ammesso che ne abbiano una. Paragone, polemicamente, definisce "nulla" i probiviri e chi li rappresenta, evocando forse la creatio ex nihilo biblica o "L'essere e il nulla" di Sartre (non conosco le sue preferenze teologiche e/o filosofiche).

Certo è, tornando "en politique", che per il movimento del "Vaffa-Day" le cose si mettono male, anche perché Paragone trova l'appoggio pieno di Alessandro Di Battista, figura chiave, certo discussa-discutibile del movimento.

Forse un "si salvi chi può". Certo è che chi fonda le sue rampogne sull'indistinto, sulle piattaforme indegnamente riferite a Rousseau (povero Jean-Jacques...) qualche scheletro nell'armadio ce l'ha e ora viene fuori...

Eugen Galasso

Last modified onDomenica, 05 Gennaio 2020 09:25

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