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Maturità. Tema di letteratura: qualche eredità castrante dei "padri"?

Ancora due esempi tratti dagli esami di maturità.

Tema di letteratura riferito alla storia (perché ne è un esempio vivente): lo scrittore ferrarese di origini ebraiche Giorgio Bassani (1916-2000), che purtroppo pare in letteratura italiana quasi nessun docente tratti (ma ricorderei altri tre nomi di ebrei italiani che hanno dato moltissimo alla cultura recente: Carlo (scrittore e pittore) e Primo (scrittore e chimico) Levi e Natalia Ginzburg (scrittrice e politica), ma moltissimi altri nomi sarebbero da citare).

Idem (in altro ambito): per la traduzione dal greco classico al liceo classico, appunto, c'era una versione dal greco di Aristotele (4°secolo a.C.), precisamente dall'"Etica Nicomachea", precisamente un passo sull'amicizia.

Ora, anche di Aristotele, pare (grande filosofo, nonostante qualche piccolo dissenso) non si traduca nulla, anche se viene ampiamente trattato in filosofia, con qualche eccezione, per la verità. Un vero problema: rigidità dei programmi o altro?

Da un lato criteri estetici in letteratura, magari di stampo ancora crociano (sic!) "boicottano" Bassani, come altri, o la ricerca del "nuovismo" ama invece magari Saviano, anche per le recenti polemiche politiche. Per quanto riguarda Aristotele, si sceglie di trattarlo, forse, solo come filosofo e non come scrittore (come se non fosse anche questo...) e anche qui valgono criteri discriminatori in quanto la prosa classica greca sarebbe "platonica" e non "aristotelica"...

Eredità dei "padri", spesso castrante... Eugen Galasso

Last modified onVenerdì, 22 Giugno 2018 07:50

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