Conte di nuovo in sella con un nuovo tipo di maggioranza?

In un articolo intitolato "Renzi è un leader senza coraggio che ha perso il treno della storia" ("La Verità" del 21 gennaio scorso) l'intellettuale di destra Marcello Veneziani si sofferma a commentare anche l'azione del Presidente del Consiglio e definisce "Giuseppì" Conte "un megalomane vanitoso, mai votato dal popolo sovrano anche se si presentò come populista e sovranista, che sconfessa ogni giorno le posizioni e gli alleati del giorno precedente, campa sulla pandemia e sul panico che ne deriva...".

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Conte ter o Conte a casa?

Ora le dimissioni del Governo, in vista di un "Conte Ter": pessima soluzione, questa, anche perché si tratterà, in ogni caso, di un governo molto debole, decisamente più debole di questo, già in crisi, peraltro, da almeno due mesi (in realtà la crisi era latente e covava sotto la cenere da tempo).

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Conte brancola

La "conversione" di"Giuseppì" Conte da sovranista-populista (fino all'estate del 2019, ai tempi della coalizione dei "Grillini" con Salvini) a europeista, antisovranista e antipopulista come si dichiara oggi mostra l'incapacità di una classe politica "nuova" ad affrontare, non solo i problemi attuali, ma anche a orientarsi con le "grandi visioni" che pure sono necessarie in politica.

Decisamente poco "in sella", Conte sembra assolutamente "privo" di riferimenti ideali reali (salvo il cattolicesimo e l'ancoramento europeo), per cui veleggia alla ricerca di voti "cattolici", liberali e socialisti, senza saper dire alcunché di preciso, brancolando alla ricerca di "responsabili".

Eugen Galasso

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Parte la crisi di governo

Dopo la conferenza stampa di Renzi, che annuncia le dimissioni delle sue due ministre e del sottosegretario Scalfarotto, sappiamo:

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"Voto postale" all'origine della confusione politica USA

"Volunteers of America", 1969, dei "Jefferson Airplane" era la canzone dell'"inno rivoluzionario" contro guerre, interventismo etc. da parte della "sinistra" (ma con mille virgolette) USA.

Oggi, dopo la manifestazione di Washington dello scorso 6 gennaio, sembra che si vada nella direzione opposta.

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USA: quanti atti di offesa alla democrazia!

Si dice che quanto avvenuto negli USA, anzi per meglio dire a Washington, in questi gironi non abbia precedenti. Come definire allora l'uccisione di Abraham Lincoln, nel 1865, quella di James Garfield nel 1881, quella di William McKinley nel 1901, quella di John Fitzgerald Kennedy nel 1963?

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Il discorso di fine anno del Presidente Mattarella

Non so se sia un'osservazione opportuna, ma il messaggio del Presidente della Repubblica Mattarella a fine 2020, è apparso, non tanto "scontato" (ha trovato anzi anche formulazioni linguistiche opportune per dire varie cose) ma quasi "costretto",

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