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Ricordiamo anche i lati buoni della politica.

"Sempre caro mi fu quest'ermo colle": così, con il primo verso de "L'Infinito" leopardiano, una delle più alte composizioni poetiche di ogni tempo e luogo, si intitolava in questi giorni di post-elezioni una trasmissione del mattino di RAI 3 ("Agorà") e, con palese riferimento a "C'è chi un giorno ha fatto furore..." (Cochi e Renato), cioe' a quei politici che non vogliono andarsene, che stanno sempre aspirando a vette più alte - a livello politico e di retribuzione. Come se la politica fosse tutta qui, in un giochetto di poltrone e di stipendi! Un modo di fare giornalismo veramente diseducativo. 

A fronte di questa "lettura" della politica, che e' sicuramente nelle corde di certi frequentatori dei social (che guardano solo ai - tanti - politici certo non all'altezza) non può non sovvenire il ricordo di chi svolgeva politica a rischio della vita o comunque "infischiandosene" della retribuzione.

Solo per parlare di un caso recente, tra "inciucisti" e recuperati con i "resti", o meglio, i rimasugli del "Rosatellum", si distingue una figura che merita considerazione: Roberto (Bobo) Maroni, che ha rinunciato ad essere suo proprio successore come "Governatore" della Lombardia: Maroni, certamente ottimo amministratore lombardo, e' stato anche un buon Ministro, anche promovendo una riforma pensionistica non certo invasiva come quella di Elsa Fornero e Mario Monti...

Eugen Galasso

Last modified onVenerdì, 23 Marzo 2018 16:01

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