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Sul successo che riscuote Salvini serve fare una valutazione psicologica

Le recenti "sortite" salviniane sui migranti e altro (ma soprattutto sui migranti, suo "cavallo" di battaglia), i contrasti visti in Euro (o Mondo-) visione sul violento battibecco con il ministro lussemburghese (che meriterebbe un "Merde Alors!" rivolto a lui stesso da parte della comunità europea, se questa esistesse, comunque...), analoghi fenomeni, meritano una valutazione psicologica: bisogno di guida e di una sicurezza (magari illusoria, certo...) che venga da persone "dure", "di carattere", un po' sbrigative, come Salvini ma anche (cfr. l'Austria) da nazisti (questo è il mio giudizio sul suo modo di intendere il mondo) mai veramente pentiti come Heinz-Christian Strache, attuale vicecancelliere austriaco, dove comunque tra i due personaggi c'è un abisso e tutto va a favore di Salvini, nel confronto diretto.

Non dirò qui di Trump, che caratterialmente presenta caratteristiche ancora diverse, più sfuggenti, che non mi sento di valutare. Andrea Martini scriveva: "Zona grigia del potere", "advisor che tutti vorrebbero al proprio fianco ma che pochi desidererebbero accanto in una cena di gala".

Non mi sò esprimere, pur avendo letto qualcosa di pugno di Bannon stesso, il che comunque è altra cosa...

Un tema su cui si dovrà tornare, stante l'insipienza di personaggi come l'attuale reggente (finalmente dimissionario, pare) del PD Martina ... che non sono certo in grado di rappresentare un'alternativa politica.

Eugen Galasso

Last modified onGiovedì, 20 Settembre 2018 07:40

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