L'insegnamento delle probabilità: alcuni punti chiave

Don Mario Ferrari - presidente del Centro Ricerche Didattiche “Ugo Morin” – così ha introdotto i lavori del XLIII seminario di formazione per docenti sul tema della probabilità: ”L’incertezza è la situazione di normalità della nostra vita; è forse il suo aspetto più bello, più avventuroso. Se tutto fosse programmato, predeterminato, certo, la vita, credo, sarebbe di una noiosità estrema. L’uomo, però, ha cercato non, di eliminare l’ineliminabile, l’incertezza, ma, in qualche modo, di descriverla, di dominarla, di misurarla così da assumere atteggiamenti ragionevoli nelle situazioni d’incertezza. È un obiettivo perfettamente condivisibile, che dovremmo cercare di praticare fin da piccoli in modo da allenarci per quando si presenteranno scelte decisamente più impegnative. Dovrebbe essere la scuola ad educarci all’incertezza (…), ma il settore statistico e probabilistico è entrato molto tardi nei programmi scolastici. Inoltre l’inserimento di argomenti di probabilità e statistica, non è stato accompagnato da una adeguata attività di formazione degli insegnanti.”

Ricordiamo brevemente lo storico delle Indicazioni Nazionali sul tema: 1979 scuola secondaria di primo grado, 1985 scuola primaria, 1989 programmi PNI e Brocca, dal 2007 tutti i livelli di scuola.

Continuano, però, ad esserci problemi riguardanti la didattica della probabilità e della statistica: ne abbiamo parlato con il prof. Bonaventura Paolillo, insegnante presso il Liceo Scientifico F. Severi di Salerno.

Diversi insegnanti non hanno usufruito durante il loro corso di laurea, di un insegnamento di calcolo di probabilità (o statistica) regolare.  Laddove presente, si è constatato che è presupposto utile e basilare, ma lungi dall’essere conclusivo ed esaustivo per la formazione del docente. Tali insegnamenti  (di probabilità e statistica) universitari, basati su un giusto rigore, non sembrano essere altrettanto incisivi per favorire un percorso didattico efficace della probabilità nell’aula scolastica. Uno dei motivi della insufficienza culturale sul calcolo delle probabilità nel nostro paese, è forse l’assenza di generazioni di insegnanti,  studiosi e divulgatori con contenuti e competenze  effettivamente validi in tale area. Secondo G. Prodi, insegnare ciò che non si è appreso sui banchi di scuola e soprattutto, padroneggiarlo diventa molto difficile. Bisogna pensare allora a sollevarsi culturalmente e ad impegnarsi nella formazione e aggiornamento dei docenti. Tale passo deve apparire motivante e non essere avvertito in modo  gravoso dal docente. L’impegno profuso in esso è ricompensato largamente da un senso di soddisfazione e appagamento certi sia per noi che per  la crescita qualitativa  del contributo  didattico.

C’è stato un mancato processo di elementarizzazione di questo settore?

Sicuramente si. La  probabilità, nel suo processo di elementarizzazione, non ha raggiunto  livelli sia d’efficacia didattica, sia di diffusa capillarità nell’inserimento dei curricola scolastici ordinari. Questo è valso per diverso tempo sia per le scuole primarie che secondarie di primo e secondo grado, anche se naturalmente esistono eccezioni e non si può  generalizzare in modo arbitrario. Le esperienze dei vari docenti in tal senso, poste a confronto al Centro Morin, confermano questa tendenza in linea di massima. Si ricordi che solo dal 2007 l’insegnamento della probabilità è stato esteso a tutti i livelli di scuola.

Non sarebbe utile una collaborazione trasversale tra probabilità e statistica  e le altre discipline?

L’insegnamento trasversale, in linea di massima, appare non semplice da attuare anche se non si esclude, potenzialmente, che la crescita e lo sviluppo di competenze in materia di probabilità e statistica possano favorire la comprensione di concetti portanti di altri rami matematici. Per altre materie come la Fisica (Termodinamica e soprattutto Meccanica Quantistica ) la  presenza di nuclei conoscitivi come la probabilità e statistica paiono invece,  urgenti. Una riflessione opportuna potrebbe essere fatta anche per alcuni rami della Biologia, della Medicina, ecc.

Franco Boscolo 

Last modified onDomenica, 05 Giugno 2016 13:29

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