Michael Cimino, regista di grandi film, è scomparso

Il regista e autore cinematografico newyorkese di origini italiane Michael Cimino è morto a 77 anni: ricordiamo i suoi film migliori, "The Deer Hunter" (Il cacciatore, 1978), "Heaven's Gate" (i cancelli del cielo, 1980) e "Desparate Hours" (Ore disperate, 1990). E' stato autore controverso, "difficile", favorendo molte interpretazioni diverse del suo cinema, con vari fraintendimenti, come è successo in particolare per "Il Cacciatore", che qualche critico aveva lettore come esempio tipico dell'imperialismo USA e della superiorità della razza bianca, quando invece esso non ha affatto un "messaggio", tantomeno di questo tipo, ma rimane un esempio di cinema "alto", caratteristico di una ricerca culturale-artistica polisemica per eccellenza, che favorisce tante letture diverse, proprio perché intimamente problematica.

Già sceneggiatore, Cimino, laureato in arti visive, era passato alla regia nel 1974 con "Thunderbolt and Lightfoot" (Una calibro 20 per lo specialista), film di grande perizia anche tecnica, con un grande interprete come Clint Eastwood.

Eugen Galasso

In scomparsa di Elie Wiesel

Scompare un faro del pensiero ebraico e della letteratura mondiale, un poliglotta totale (nella migliore tradizione ebraica) nonché un vero testimone del nostro tempo, Elie Wiesel, che ci ricorda l'Olocausto e la persecuzione eterna di cui l'Ebreo è sempre stato vittima.

Nato nel 1929 in Romania, da genitori ebrei e da sempre cultore della cultura ebraica, Wiesel, che visse la Shoah a Buna, succursale di Auschwitz e poi a Buchenwald, ha espresso come giornalista e come scrittore la perennità di quel "bando ebraico" che ci ricorda l'orrore del nazismo e in genere di tutti i regimi fondati sull'intolleranza.

Scrittore da sempre, nel 1958 Wiesel diviene un grande nome della letteratura con "La Nuit" (la notte), volume prefato da François Mauriac, grande scrittore cattolico. Seguono "L'Aube" (L'Alba, 1960), "Le Jour" (Il giorno, 1961), "La ville de la chance" (La città della fortuna, 1962), "Les chants des morts" (in italiano tradotto come "L'Ebreo errante", 1966), "The Golem" (Il Golem, 1986), "Les Juges" (I giudici, non tradotto in italiano, 1999), "Rashi" (Rashi il commentatore, 2009), libro su Rachi ben Eliezer, figura chiave della cultura ebraica non solo medievale, grande studioso ed esegeta della Torah e del Talmud.

Wiesel, autore e divulgatore di cultura, premio Nobel nel 1986, con la sua Fondazione e come persona, rimane un grande testimone, uno "scrutatore" dei "Giusti", colui che ci ricorda gli orrori del Novecento, che nascono da lontano. Emblematico il suo apologo in cui, ad un interlocutore che gli chiede dove sia Dio, sente una voce interna che gli risponde: "Dov'è? Eccolo là, appeso a quella fune".

Eugen Galasso

Un nuovo cinema a Bolzano, ma con una bella aria d'epoca

Passato, presente e futuro, a parte le non peregrine riflessioni orientali, di Agostino d'Ippona e Bergson sull'anzidetta tripartizione del tempo, si intersecano sempre.

Così un Ciné-Museum, in via J. Kravogl 8 di Bolzano (Bolzano Sud, zona industriale), con macchine di proiezione "d'antan", ci dà il senso del passato del cinema, del suo oggi e del suo futuro, in chiave di ologramma, di post-cyber, di...

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Apertura martedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 9 e 30 alle 12 e dalle 15 alle 18. Ingresso: 5 Euro per adulti e 2 Euro per ragazzi/e. Il tutto si deve alla giustamente caparbia volontà di Natalino (Noe"l) Bernato, storico proiezionista e gestore di cinema, oriundo, nato in Belgio ("la libre Berlgique", vien da dire) che, dopo aver operato come proiezionista in Belgio, ha lavorato in quasi tutti i cinema bolzanini, di Laives, di Merano. Per informarti questi i riferimenti dei refenti: N. Bernato 342.4497066, Alessandro Di Spazio (regista) 339.4497066.

Eugen Galasso

La "follia" : "Qualcuno volò sul nido del cuculo" rimane un impagabile fonte di riflessione. E' di scena in questi giorni a Lana.

"Einer floh ueber das Kuckusnest ("Qualcuno volò sul nido del cuculo", ma nell'originale inglese-american english - di Ken Kesey "One flew over the Cuckoo's Nest", 1962), film celebre di Milos Forman con un super-Jack Nicholson, degli anni Settanta, è anche testo teatrale nella versione di Dale Wasserman.

Se all'epoca ma anche recentemente il film faceva l'"en plein", ora anche varie versioni teatrali rivivono, dopo quella del TSB di Marco Bernardi negli anni Ottanta: ora è la volta di Thomas Hochkofler, che ripropone otto volte il testo nel Giardino dei Francescani di Lana, con la prima l'8 luglio e varie proposte nel corso del mese-inizio ore 21.

Problematica importante quella trattata da parte di Kesey (1935-2011), grande esponente della coontrocultura USA ("ero toppo giovane per essere un beatnik, troppo vecchio per essere hippie"), che ripropone l'esistenza della cosiddetta "follia", che è tale solo quanto si sottrae alla "normalità" nel pensiero e nel comportamento...

Una forma di irreggimentazione insopportabile di persone, non di rado completamente innocue, che mettono solamente in crisi "le menzogne della civiltà" (Max Nordau).

Eugen Galasso

Tributo ai Led Zeppelin a Firenze

Stairway to Heaven; Tribute to "Led Zeppelin" con il gruppo rock "Norge" e l'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino. Questa "via nelle stelle al cielo" con la band "Norge" (era il dirigibile costruito da Umberto Nobile per la riuscita esplorazione del Polo Nord, 1924) segna la felice contaminazione tra il rock (appunto dei "Norge", che da vent'anni propongono esclusivamente il repertorio dei "Led Zeppelin", come il grande gruppo di Plant e Page si ispirava ai dirigibili germanici d'inizio Novecento) e la musica sinfonica.

Il saggio finale 2016 della scuola di teatro di "Teatro Blu" a Bolzano

Per parlare dell'ultimo spettacolo messo in scena in questi giorni a Bolzano da Nicola Benussi, sento necessario partire un po' da lontano e introdurre il tema con la citazione "La vita è un teatro, dove ognuno recita una parte, spesso male", tratta da una delle ultime interviste di Giorgio Albertazzi, allora impegnato nella ripresa di "The Tempest" (la tempesta) di Shakespeare. Un testo formidabile, che corrisponde a una vera rivoluzione copernicana, per cui il teatro diventa vettore di una concezione del mondo (Weltanschauung), che si trova poi-poco tempo dopo-in "La vida es sueno" di Pedro Calderon de la Barca, non molto dopo in Goldoni, vario tempo dopo in Pirandello-quanto dirà poi la filosofia idealistica e, con notevoli diversità, quella di Schopenhauer, per cui la realtà è "un velo di Maja", è quasi "anticipato" dalla riflessione e dalla prassi teatrale. (read more_clica sul titolo)

Giorgio Albertazzi scompare a 92 anni. Un attore, un promotore di cultura che non si dovrà dimenticare

Giorgio Albertazzi, demonizzato per la sua giovanile (aveva vent'anni) appartenenza alle "Brigate nere" della RSI (ma non c'era anche un Nobel che aveva frequentato in gioventù queste parti politiche?), quando invece vi era entrato per giovanile anarchismo, un po' confuso (a quell'età), muore a 92 anni compiuti (sarebbero stati 93 in agosto), dopo aver lasciato al teatro, al cinema, alla TV prove incredibili come attore, regista e sceneggiatore-autore di tanti testi teatrali e non.

Un duo musicale ecclettico e versatile: Christine Plaickner e Rolando Biscuola

E' raro imbattersi in un duo musicalità non solo versatile ed eclettico, ma anche di sicuro talento efficacia e di notevole efficacia espressivo come quello formato da Rolando Biscuola (chitarra acustica) e Christine Plaickner (flauto), il cui repertorio spazia, senza problemi, dalla musica "classica" (sul lemma ci sarebbe da discutere, anche se chi scrive crede sia comunque tuttora una definizione appropriata) al rock non "hard" (del resto la scelta della chitarra classica va decisamente in questo senso), alla musica, più che "folk" (è ormai termine in disuso o meglio che si presta ad equivoci), "dei popoli", delle diverse culture del mondo, con risultati eccelsi.

Un film apre ad una rilettura della Germania post II Guerra Mondiale

Qualche volta un film storico, ossia ispirato ai documenti, smonta verità "acclarate" per un "consensus gentium" che non è tale ma viene inculcato. Così l'"era Adenauer" è stata osannata nel nome della libertà dell'Occidente, della NATO, contro chi aveva qualche dubbio. Ora, un film, appunto basato su documenti inoppugnabili, come "Der Staat gegen Fritz Bauer" di Lars Kraume contribuisce a smontare il pregiudizio.(read more_clicca sul titolo)

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