L'insegnamento delle probabilità: alcuni punti chiave

Don Mario Ferrari - presidente del Centro Ricerche Didattiche “Ugo Morin” – così ha introdotto i lavori del XLIII seminario di formazione per docenti sul tema della probabilità: ”L’incertezza è la situazione di normalità della nostra vita; è forse il suo aspetto più bello, più avventuroso. Se tutto fosse programmato, predeterminato, certo, la vita, credo, sarebbe di una noiosità estrema. L’uomo, però, ha cercato non, di eliminare l’ineliminabile, l’incertezza, ma, in qualche modo, di descriverla, di dominarla, di misurarla così da assumere atteggiamenti ragionevoli nelle situazioni d’incertezza. È un obiettivo perfettamente condivisibile, che dovremmo cercare di praticare fin da piccoli in modo da allenarci per quando si presenteranno scelte decisamente più impegnative. Dovrebbe essere la scuola ad educarci all’incertezza (…), ma il settore statistico e probabilistico è entrato molto tardi nei programmi scolastici. Inoltre l’inserimento di argomenti di probabilità e statistica, non è stato accompagnato da una adeguata attività di formazione degli insegnanti.”

Ricordiamo brevemente lo storico delle Indicazioni Nazionali sul tema: 1979 scuola secondaria di primo grado, 1985 scuola primaria, 1989 programmi PNI e Brocca, dal 2007 tutti i livelli di scuola.

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Didattica della grammatica italiana: il prof. Sabatini ne ha parlato a Rovereto

Si è tenuto ieri a Rovereto, presso l’ex scuola Damiano Chiesa in Via Tartarotti, il Seminario “IL MODELLO VALENZIALE NEL CURRICOLO ITALIANO”, tenuto dal professor Francesco Sabatini, organizzato da Iprase.

L’incontro chiude un percorso annuale di formazione dei docenti sui temi della grammatica valenziale e, allo stesso tempo, inaugura la prosecuzione dei lavori di approfondimento sulla medesima con da un lato, la costruzione del curricolo valenziale, dall’altro, l’organizzazione dei laboratori sul modello grammaticale valenziale; laboratori che partiranno verso la fine di Ottobre e l’inizio di Novembre (iscrizioni sul sito di Iprase) in Trentino.

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Scuole tedesche dell'Alto Adige: i docenti ce li prepariamo in casa

In alcune dichiarazioni precedenti di qualche giorno l'inizio delle lezioni scolastiche in Südtirol-Alto Adige l'intendente scolastico e le autorità preposte sostenevano sostanzialmente, come emerge dai giornali di quasi due settimane fa che: "maestri e professori li vogliamo formare noi".

Ecco allora alcune considerazioni inevitabili:

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"Incontri con la Matematica: a novembre la 28^ edizione curata dal prof. Bruno D'Amore"

Dal 7 al 9 novembre prossimo si svolgerà a Castel San Pietro Terme (BO)  il 28° Convegno Nazionale "Incontri con la Matematica" organizzato, come sempre, dal professor Bruno D’Amore. L’ormai irrinunciabile appuntamento per i docenti di matematica sarà, come di consueto, l’occasione per un ampio confronto trasversale sulla didattica della matematica.

Nelle tre giornate, il programma di convegni, seminari e laboratori, permetterà anche, per ogni livello scolastico, di fare il punto della situazione a circa due mesi dall’inizio dell’anno scolastico. Si tratta di un anno particolare, quello in corso, soprattutto per i maturandi: affronteranno un esame rinnovato alla luce delle Nuove Indicazioni Nazionali, finalmente a regime.

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INSEGNAMENTO DELLA MATEMATICA: VAL PIÙ LA PRATICA DELLA GRAMMATICA? Un colloquio con don Mario Ferrari - presidente del Centro Ricerche Didattiche “Ugo Morin”

Un colloquio con don Mario Ferrari - presidente del Centro Ricerche Didattiche “Ugo Morin”.

Si delineano sempre più nettamente, in occasione sia di corsi d’aggiornamento professionale per docenti di matematica sul tema dell’innovazione didattica in matematica, piuttosto che di Seminari o Convegni ecc., le indicazioni della Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per l'Autonomia Scolastica del MIUR: in particolare si va precisando che è necessario insegnare la matematica partendo da un problema reale. La ricerca della soluzione permetterà, strada facendo, di affrontare i modelli matematici idonei alla sua soluzione. A ciò si affianca la possibilità di utilizzare la tecnologia che, in pochi attimi, risolverà un integrale piuttosto che rappresentare una funzione ecc.

Quindi, non più il lento operare “manuale”, con la necessità di sapere a fondo quel che si sta facendo, ma passaggi veloci giacché l’obiettivo vero non è la matematica fine a se stessa, bensì la soluzione del problema reale.

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Matematica e difficoltà, tema del convegno GRIMED di Lucca

Chiuso a Lucca il XIX Convegno Nazionale GRIMeD (Gruppo Ricerca Matematica e Difficoltà) - 10, 11,12 aprile 2015

Docenti provenienti da tutta Italia - delle scuole di ogni ordine e grado -  si sono incontrati per affrontare e dibattere il tema dell’insegnamento della matematica ai ragazzi con difficoltà (DSA, BES ecc.), ma non solo. 

Focus sull’importanza dell’approccio laboratoriale. I relatori hanno proposto, nel corso delle loro comunicazioni, le svariate sfaccettature del far lezione con i laboratori (così com’è previsto anche dalle Indicazioni Nazionali).

Nel programma ciò che più ha interessato ed entusiasmato i docenti intervenuti sono stati i nove spazi dedicati all’attività laboratoriale autentica che hanno permesso di acquisire buone pratiche, di capire come operare, di confrontare esperienze diverse e, quindi, di poter trasferire nelle proprie classi, fin da subito, le prassi direttamente esperite.

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MATEMATICA e ITALIANO: una questione trasversale che riguarda sia i giovani, sia gli adulti.

Tullio De Mauro costatò già nel 2008 che solo il 20 per cento degli adulti italiani era in grado veramente leggere, scrivere e contare.

Nel 2009 due fondamentali istituzioni di riferimento, l’Accademia della Crusca e l’Accademia dei Lincei, lanciarono un preoccupato allarme relativo al fatto che a scuola gli alunni non raggiungevano la padronanza della lingua scritta e orale (Lingua italiana, scuola, sviluppo); segnalarono, altresì, che si abbassavano costantemente le conoscenze morfosintattiche, lessicali e ortografiche.

Nel 2010 un rapporto INValSI fotografò l’incompetenza linguistica dei diciannovenni italiani: ”… più della metà dei compiti sono insufficienti, con punte del 63% per quanto riguarda l’aspetto lessicale-semantico”.

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ANALFABETISMO DI RITORNO

Già due diverse indagini comparative svolte nel 1999-2000 e nel 2004-2005 in diversi paesi, assegnavano all’Italia un non invidiabile primato: soltanto il 20% della popolazione adulta italiana sarebbe stata in possesso degli strumenti minimi indispensabili relativi alle capacità di lettura, scrittura e calcolo, strumenti fondamentali in una società complessa come la nostra. Ad oggi la situazione non è migliorata. Tullio De Mauro, linguista, professore emerito dell’Università di Roma La Sapienza, già ministro della Pubblica istruzione (nel 2000-01), anche in recenti interviste ha cercato di spiegare il fenomeno dell’analfabetismo di ritorno per il quale gli italiani rischiano di “ridiventare somari”.

Anche chi vi scrive non si ritiene esente dal rischio di utilizzare un italiano imperfetto, modesto e spigoloso e, a tal proposito, cito nuovamente Tullio De Mauro da “I bisogni linguistici delle nuove generazioni” – QUADERNI DEL GISCEL, ed. La Nuova Italia: ”Chi si preoccupa di aspetti negativi del linguaggio delle giovani generazioni dovrebbe dedicare qualche sua fatica anche a rimuovere ciarpami e maldestre oscurità che si annidano nei testi scolastici, nella comunicazione pubblica, nella saggistica; e a porre mano a strutture che facilitino l’accesso alle letture, e alle lingue straniere”.

Ne abbiamo parlato con la professoressa Elena Martinelli, segretario di GISCEL Trentino.

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SEMINARIO SULLA DIDATTICA DELLA MATEMATICA PER COMPETENZE DEL CENTRO MORIN XLIV SEMINARIO NAZIONALE DEL CENTRO RICERCHE DIDATTICHE “UGO MORIN”

(20, 21, 22 AGOSTO 2015)

Concluso a Paderno del Grappa, presso gli Istituti Filippin, il XLIV Seminario Nazionale del Centro Ricerche Didattiche, per la matematica, “Ugo Morin” dal titolo: “SVILUPPARE COMPETENZE INSEGNANDO MATEMATICA. DIVENTARE COMPETENTI FACENDO MATEMATICA”. Tema, quello dell’insegnamento per competenze, ancora complesso e controverso; nonostante le Nuove Indicazioni Nazionali lo abbiano ufficialmente introdotto nella scuola (Quadro di riferimento europeo, 2006), è tuttora difficile attuarlo in classe: il rischio è quello di contrapporre la competenza alle conoscenze e alle abilità che, in realtà, non sono che articolazioni o aspetti della competenza, necessarie certo, ma che, da sole, non la realizzano.

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