Intrecci, la seconda serata è stata un ricchissimo spettacolo

Bellissima la seconda. Ieri sera, sabato 10 novembre 2018, si è tenuta la seconda e conclusiva serata dedicata all'evento “Intrecci: Incontri nella Piazza della cultura”. Si è trattato proprio di incontri, tanti e ricchi, da Lorenzo Ferrarese che ci ha raccontato la storia degli intrecci pittorici degli ultimi trecento anni, a Pietro Marangoni che ci ha ricordato quanto sia importante lo sviluppo artistico e quanto esso non abbia alcun confine, alla giovane artista Yansu Wang che ci ha portato le sue esperienze dei rapporti tra  la Cina e l'Italia.

Subito dopo è stato il turno delle Donne Nissà, storica associazione bolzanina in campo per la difesa ed il futuro delle donne migranti. Infine il meraviglioso spettacolo teatrale con Abderrahim Elhadiri (Abdul per gli amici) del Cicogneteatro di Brescia.

La seconda serata ha avuto una ancor maggiore cornice di pubblico, ringraziato in avvio dalla direttrice dell'Ufficio Educazione Permanente della Provincia di Bolzano, Lucia Piva, che ha fortemente sostenuto e finanziato il progetto. Un ringraziamento è andato anche al presidente del Cedocs, Franco Gaggia, e allo staff dell'Agenzia di Educazione Permanente che ha organizzato l'evento.

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Si è parlato soprattutto di arte, di pittura in particolare con il dottor Lorenzo Ferrarese che ci ha mostrato come le trasformazioni sociali abbiano influito sulla visione del mondo. La pittura segue le linee della società, le racconta a suo modo, il problema è che la mano dell'artista è mossa dalle conoscenze dell'uomo, quindi spesso da stereotipi. È il caso della pittura esotica dell'800, che seppur mostra i nuovi mondi e le nuove etnie da poco scoperti, lo fa mischiandole con la cultura europea. Di conseguenza ogni dipinto è inevitabilmente eurocentrico, basti pensare ai lavori di Matisse, che dipinge una donna in Marocco, ma la pone come europea e tra l'altro la modella era francese; o basti pensare a Delacroix che univa l'idea di esotico con i luoghi del vizio e della permissione, sempre un'idea occidentale naturalmente. L'800 è anche l'epoca delle esposizioni universali, dove l'esotico è mostrato come conquista più che come curiosità, non ci si chiede “che cos'è” ma si punta su quello che oggi chiamiamo “fattore wow”, sull'incredibile e questo viene mischiato con la visione europea dell'arte. Intrecci per l'appunto.

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Pietro Marangoni – che si definisce figlio di Petrarca, o meglio della sua voglia di scoprire, della curiosità per il mondo - ci ha raccontato dei suoi viaggi, in particolare in Anatolia tra i Curdi, dove scoprì l'ospitalità e come le genti possono convivere semplicemente senza neppure bisogno di una lingua comune.

L'arte viene paragonata ad una famiglia, che per sopravvivere deve necessariamente aprirsi alle altre, altrimenti, chiusa in se stessa, non può far altro che estinguersi. Il timore è che in tempi come questi, anche se ci troviamo in una provincia ricca e con potenzialità culturali, l'opportunità di crescita venga sottovalutata.

Il dialogo con l'arte si è chiuso con la designer eco-sociale Yansu Wang che ci ha mostrato le connessioni tra Cina ed il resto del mondo, sottolineando che purtroppo nel suo paese gli artisti, in particolare quelli d'arte contemporanea, sono poco presi sul serio e anzi, costretti spesso ad emigrare. Tuttavia se poi all'estero questi riescono ad avere fortuna (e sono molti), vengono poi accettati in patria con tutti gli onori. La speranza di Yansu è che ciò apra lentamente le porte dell'arte anche in Cina.

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La seconda parte della serata è stata dedicata alle Donne di Nissa, le cui rappresentanti, Hillary e Carmen, hanno raccontato con molta emozione, della creazione degli orti comunitari alle Semirurali di Bolzano, anche col supporto di un film girato da Gabriele Antinarella. L’associazione è composta da donne appartenenti a diverse culture, con l'obiettivo di favorirne l'inserimento socio-lavorativo e l'attivazione autonoma di percorsi personali di crescita e di aiuto reciproco.
L'interculturalità è favorita da progetti comuni, come quello dell'orto, storico luogo d'incontro, specie per le donne. In esso, da pochi anni, è stato realizzato anche un forno, da cui viene periodicamente sfornato del pane. Proprio questo alimento è stato al centro del dibattito, come il pane sia stato sviluppato da innumerevoli culture in modi diversi, ma che alla fine si sia necessariamente intrecciato negli scambi culturali tra le genti.
Durante la pausa le Donne di Nissa hanno mostrato e fatto assaggiare diverse versioni di pane, così da unire fin da subito anche i presenti.

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Ultimo atto della serata lo splendido spettacolo teatrale di Abdul, del teatro Cicogne di Brescia. L'attore, che ha avuto modo di collaborare con l'organizzatore Adel Jabbar già in innumerevoli altre occasioni anche qui a Bolzano, ci ha raccontato in forma di fiaba per bambini, la storia di Tarek, ragazzino che parte dal deserto del Mali in direzione Europa. Tarek è da solo, ma durante il suo viaggio incontra innumerevoli persone con il suo stesso scopo (anche se il suo sogno è quello di vestire la maglia della sua squadra del cuore in Italia e fare un eurogoal), in un cammino folle, mai abbastanza sottolineato tra le afose dune, le città militarizzate, i folli trasporti via camion in direzione Mediterraneo. E alla fine la Libia, che non è altro che una delle tappe, quella che nonostante tutto rappresenta il passo più difficile e pericoloso, il tratti di mare che separa un mondo dall'altro. Una fiaba moderna, straordinariamente rappresentata dal bravissimo Abdul.

La serata si è conclusa con un lungo applauso, sia per l'attore che per tutta l'organizzazione di una due giorni di cultura che – come conclude Adel Jabbar -  speriamo, abbia coltivato i cuori dei presenti.

Last modified onMartedì, 13 Novembre 2018 20:48

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