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Proteste in USA contro Trump. Forse meglio aspettare di vedere cosa farà?

Sembra che per molti commentatori europei e in particolare italiani le elezioni USA siano da rifare: si lamenta la non elezione della prepotente e poco amata Hillary Clinton (anche Obama e la consorte Michelle hanno dovuto ingoiare il rospo di sostenerla) per la scarsa affluenza ai seggi degli Afro-American i(che non votano quasi mai). L'astensionismo negli States è fisiologico, lo si sa, ma si fa finta di non saperlo.

Incomprensibile questa levata di scudi prima che Trump sia fattualmente presidente (pur se alcuni segnali sono effettivamente inquietanti, ma si tratta di segnali prima che il neopresidente entri in carica). Associazioni di (in)volontariato e gruppi politici e di pressione dovrebbero protestare dopo, semmai, aspettando che ci siano pericoli reali all'orizzonte.

Eugen Galasso

PD: un ircocervo

Un vero "ircocervo", il  PD, nato, un po' sull'onda del  "Democratic Party" USA (altro raccoglitore "di tutto e di più", che ha avuto tra i suoi candidati il razzista George Wallace , ma anche i Kennedy, che , rispetto a Wallace erano "pericolosi socialisti" - termine spregiativo negli States -  Franklin Delano Roosevelt, il presidente che seppe reagire alla crisi del 1929 con il "New Deal", ispirato da Keynes, l'economista degli "investimenti pubblici", dello "Stato imprenditore", la misura più "di sinistra" negli States, ben diversa dall'attuale candidata alla presidenza Hillary Clinton, legata mani e piedi a Wall Street).

Vasco, Vasco !!

Comunicato del circolo mistico-podistico "Pio Baldelli" già "Carlo Lazzerini"

"No, Vasco, no" cantano ora non più a Vasco Rossi, ma a Vasco Errani, commissario straordinario per la ricostruzione delle zone recentemente terremotate.

Se rompe troppo le scatole, i lo ... Tronca.

Il Circolo

 

(immagine tratta dal sito www.podistidamarte.it)

 

De Gaulle: una sua bella definizione della democrazia

Charles De Gaulle (1890-1970), militare, generale, capo della Résistence francese, Presidente della Repubblica francese: definirlo "socialista" o altrimenti rischi di essere limitativo, essendo le Général qualcosa di diverso; certo non comunista (anti-comunista, anzi), alieno dal capitalismo spinto (sue molte nazionalizzazioni in Francia; Sarkozy è altro, è un "neogaullista"). Uno studioso (economista) svedese, più di vent'anni fa, in un saggio per i "Cahiers de l'Herne" dedicato a De Gaulle, lo definiva socialdemocratico, ma le etichette sono sempre limitanti, in specie per personalità "debordanti" come quella citata.

Paolo Rossi, giurista e intellettuale: riscoprirne i "Venti discorsi extravagantes"

Succede abbastanza raramente di incontrare un personaggio dal nome e cognome molto diffuso che ha avuto un rilievo nella storia culturale italiana e non solo: mi è successo abbastanza di recente con Paolo Rossi (1900-1985), di cui avevo trovato un libro contenente vari discorsi. Scartando l'ipotesi che fosse l'ex-giocatore di calcio (non ci capisco nulla, non mi oriento) o l'omonimo attore-autore (m'oriento meglio), rimaneva l'ipotesi che i "Venti discorsi "extravagantes"" (Napoli, Edizioni scientifiche italiane, s.d., ma probabilmente d'inizio anni Sessanta o fine Cinquanta) fossero dello storico della filosofia e della scienza di cui sono stato allievo, notevole, peraltro.

Tutti accodati sulla linea Merkel, ma così l'Europa perde tutto il suo progetto

Di Daniel Cohn-Bendit, lo confesso, non ho avuto mai grandissima stima, come di tanti Sessantottini (o "padri del Sessantotto"), anche considerando casi come quello del nostro Mario Capanna che, in modo piuttosto squallido, oggi riceve un vitalizio come parlamentare pur se in Parlamento c'è stato per un tempo davvero "brevissimo" (un giorno, se ben ricordo), cui non vuole rinunciare. Cohn-Bendit è rimasto famoso per lo slogan sessantottino "Siate realisti: chiedete l'impossibile", è diventato poi capogruppo verde al Parlamento europeo. Bilingue (franco-tedesco) ha avuto modo di intervenire nel dibattito pubblico sia tedesco che francese. Negli anni caldi aveva rovesciato il titolo di un famoso libro di Lenin "L'estremismo, malattia infantile del comunismo", ponendo invece l'estremismo al vertice (?!). In un suo piccolo libro scritto con il fratello, è poi diventato un "realista", anzi "iper-realista" (politicamente, si badi), tipo i "Realos" (a differenza dei "Fundis" tra i "Gruenen" germanici, ossia quelli che, per pragmatismo e spesso per quieto vivere, accettano ogni compromesso "al ribasso"...).

Incapaci e conformisti. Questi i nostri governanti ed i "poteri forti".

Con i terribili fatti di questo mese è difficile mettersi a rincorrere le "buffonate" di Salvini che esibisce una bambola gonfiabile paragonabile alla Boldrini. Sono abissalmente lontano da certe volgarità, ma devo concordare con Salvini (da ben altre posizioni, d'accordo) sulla sostanziale incapacità politica di Laura Boldrini, esponente del conformismo presidenzialista o meglio presidenziale (mai una parola di dissociazione o almeno diversa da Napolitano e Mattarella, la Boldrini è "istituzionale" nel senso deteriore del termine, ossia come mero conformismo) e, come Renzi, come Merkel, come Hollande, come altri/e esponenti di questa Europa, capaci soltanto con le loro azioni di darci quel quadro di estremo centro che, quale "fantasma s'aggira per l'Europa" (sto parafrasando ironicamente il "Manifesto del Partito Comunista" di Marx ed Engels, 1848), e che l'establishment difende a spada tratta.

Vediamo, del resto, che anche i giornali laici fanno i tutori di questa linea, che, come "El Pais"(chapeau, per carità, le edizioni domenicali sono eccelse), si battono contro gli "opposti estremismi" (ben diversi da quelli degli anni Settanta e Ottanta, però), facendo un grande calderone, dove "Syriza" finisce con la Le Pen, il glorioso (certo discutibile) PCF (Parti Communiste Français di Waldeck Rochet e Georges Marchais, principale fautore della Resistenza, certo insieme a Charles De Gaulle, stanti le enormi differenze) finisce con Nigel Farage, in specie poi quando a fare il "grido di dolore" (altro riferimento mio iper-polemico, da anti-monarchico e nemico acerrimo dei Savoia) è lo scrittore peruviano Mario Vargas Llyosa, per fortuna sconfitto alle elezioni presidenziali del Perù nel 1990, che continua a pontificare a favore del neoliberismo, dimenticando (o volendo far dimenticare) che era stato su sponde politiche opposte...

Se il disegno di certi media è di "puntellare i poteri esistenti", allora nulla di peggio... E' piú che evidente, e ne va preso atto in uno slancio di sincerità, che "poteri forti" e Governi dei Paesi europei non sanno fare una politica economica che impedisca la spaventosa sperequazione sociale-economica in atto (i poveri sempre più poveri, i ricchi sempre più ricchi, per esemplificare), non sanno programmare un'immigrazione razionalmente compatibile, non sanno impedire le azioni terroristiche e poi... si lamentano e vedono fantasmi grotteschi ed estremisti a ogni piè sospinto...

Eugen Galasso

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