Cyberbullismo

Ballottaggi

Verrebbe voglia di parlare d'altro: A) del perché l'anziano, claudicante, infermo ex-leader dei Verdi austriaci abbia battuto l'aitante Norbert Hofer, nazional-liberale. Per paura, l'Austriaco medio vuol pace e tranquillità ("I will ma Ruaha"), una paura che può essere incoraggiante per il "di qua del Brennero" (Hofer caldeggiava espressamente la "Wiedervereinigung", la riunificazione dei 2 Tiroli) ma non è un test probante sull'Europa (ben altro peso avrà la Gran Bretagna con il referendum); B) dell'attualità di Marco Pannella, contestabile in certi momenti (anche duramente) ma uno dei pochi leader politici "sopportabili": mi piace ricordare che lo stimava e ci collaborava anche Bettino Craxi, come racconta Claudio Martelli in "QN" di sabato 21 maggio.

Ma veniamo al tema specifico: l'elezione del Sindaco di Bolzano, giunta alla fase del ballottaggio il 22 maggio. (read more-clicca sul titolo)

Il ballotaggio per il Sindaco di Bolzano è una presa in giro

Domenica 22 maggio a Bolzano si va a votare per scegliere tra Caramaschi e Tagnin il prossimo Sindaco di Bolzano. O almeno così si dice. Ma pare proprio non sia vero. Capiamoci: l'8 maggio sono stati eletti i 45 consiglieri comunali. Il Comune viene guidato da una maggioranza (elementare Watson!) che ha i numeri per approvare le delibere, e questa maggioranza deve essere di almeno 23 consiglieri. Questo è un punto fermo, non è un'opinione. Ora, chiuque venga eletto Sindaco domenica 22 maggio deve confrontarsi con questo dato. Cioè potrà fare davvero il Sindaco se può contare almeno su 23 dei consiglieri eletti già l'8 maggio, che sappiamo già chi sono. Quindi: Caramaschi può avere in saccoccia questi 23 consiglieri? Tagnin può avere in saccoccia questi 23 consiglieri? Io non voglio rispondere. Sto solo provando a spiegare.

Cardini che sostiene Padre Pio non convince

Ho sempre stimato Franco Cardini, grande storico non solo del Medioevo, come studioso e come entusiasta: mi convince meno, dico la verità, quando "puntella" il culto dei Santi e le reliquie di Padre Pio affermando che "Dio ha fatto le regole, riservandosi lo spazio per derogare. I santi, pregando per noi, inducono a rompere queste regole, come una centrale termonucleare che convince il mondo ad andare a rovescio" ( intervista da "La Nazione", 4 maggio, p.19). (read more - clicca sul titolo)

Tradizionalisti della Chiesa contro la papale "amoris laetitia"

I "Laudatores temporis acti" (se non solum temporis, etiam aetatis), ossia chi loda e rimpiange tempi e anche epoche passate lo fa non solo per puro amore del passato ma anche di ciò che questo incarna. Così l'"orrida genia" dei tradizionalisti cattolici e di quelli che, non dichiarandosi tali, sono però assimilabili a quelli. (read more_clicca sul titolo)

Le Farc colombiane: un libro le assolve

Chi scrive, marito di una donna colombiana, parlante e leggente/scrivente in spagnolo, dopo essere stato due volte in Colombia, è riuscito a scrivere di miti colombiani e di poesia-letteratura colombiana, circa 3 anni fa anche di pedagogia, anche su questo giornale online, con uno scambio epistolare con un'assistente sociale di Buenaventura/Valle del Cauca, senza mai affrontare l'argomento FARC, ossia guerilla. Ora, nel volume "La rose assassinée" del giovane giornalista e storico Loic Ramirez (Pantin, edizioni "Note de la Fondation Gabriel Péri", 2015) ho trovato una riabilitazione quasi totale della stessa FARC, che non sarebbe responsabile né del narcotraffico né di altro (uccisione di civili). (read more-clicca sul titolo)

L'eurocomunismo del PCI anni '70 non era poi così coraggioso

Ritrovo ora, per meglio dire trovo (non ne avevo contezza) in una bancarella dell'usato l'intervista di Gian Carlo Pajetta (1911-1990), dirigente del PCI a Ottavio Cecchi (1924-2005. Cecchi era uno scrittore e giornalista grossetano, curatore delle opere di scrittori molto importanti, iscritto al PCI), "La lunga marcia dell'internazionalismo", Roma, Editori Riuniti (la casa editrice dell'allora PCI), 1978 (aprile, per la precisione, dunque prima dell'estate del "Vangelo socialista" di Bettino Craxi, uscito nell'estate di quell'anno ne "L'Espresso"). 

Considerazioni sul garantismo

(2015) Seguendo la consueta regola, per cui i libri e quanto da approfondire negli stessi è prioritario rispetto ai giornali, avevo trascurato l'articolo di Claudio Martelli "Il processo show finisce nel nulla. Senza prove il teorema dei pm" (QN, 5 novembre 2'15, p.5), nel quale il politologo, ex-vicepresidente PSI, ex-ministro della Giustizia, da anni commentatore politico e politologo, partendo da affermazioni e scritti "fantastici" (nel senso di "indimostrabili") del dottor Ingroia, Pubblico Ministero, appunto, con il suo "aureo" libello "IO so", dove Ingroia riprendeva le testi pasoliniane sull'"Io so, ma non lo posso dimostrare", spiega come sia improprio e pericoloso applicare ipotesi e supposizioni-ricostruzioni non suffragate dai fatti alla giustizia... (read more-clicca sul titolo)

Il Papa è malato. Tra conferme e smentite, rimangono alcuni punti fermi.

La "quaestio", oltremodo vexata, se si debba comunicare, ossia dare ad extra, la notizia della malattia del Papa si ripropone con la notizia, appunto, del piccolo tumore cerebrale di Papa Francesco, Jorge Bergoglio, notizia data dal"Quotidiano nazionale", poi smentita dalla Sala Stampa Vaticana, non più guidata da Navarro Vals, notoriamente dell'Opus Dei, ma comunque ligia a un protocollo che forse papa Francesco vorrebbe cambiare.

 

Il "boom" provocato dalla comunicazione riguardante il tema ha fatto epoca, con un turbine di smentite, conferme, rettifiche, ma alcuni punti fermi rimangono:

 

A) la Sala Stampa ha riconosciuto tentativi (al di là del "complotto" eventuale, che è altro) di "boicottare il Sinodo dei Vescovi", allora in corso, magari delegittimando la linea dei vescovi tedeschi e anche del Papa, linea più "progressista", a favore dei vescovi conservatori, guidati (anche) dal Cardinale Scola, di CL (Comunione e Liberazione), che molti avrebbero voluto Pontifex...  ;

 

B) la notizia, confermata e poi smentita, ma non del tutto, dall'oncologo giapponese Fukushima, un luminare, sembra essere vera, ribadendo la non pericolosità, almeno per ora, dell'intervento...  

 

Andrea Cangini, direttore di "QN", è sempre stato molto fermo nel ribadire la veridicità della notizia, mettendo in guardia da teorie complottiste... , ma anche oltremodo misurato, alieno da "escapismi" laicisti o estremistici, ma il problema si pone: se oggi anche i dittatori non nascondono le loro défaillances fisiche, ciò dovrebbe valere a fortiori per i Papi.    

 

Eugen Galasso  

Il parco della Stazione conteso tra cittadini ed emarginati

Mi voglio soffermare a valutare l’area adibita a verde pubblico adiacente alla stazione ferroviaria, il Parco della Stazione. Quest’area è oggi teatro di scontri e polemiche dal punto di vista della sicurezza e del decoro estetico della città, in quanto, come spesso accade, è “abitata” in gran parte della giornata da persone emarginate e da coloro che utilizzano il luogo per svolgere attività delinquenziali, come ad esempio il traffico di sostanze illecite

Ho preso in esame alcuni articoli del quotidiano locale “Alto Adige” che, nel mese di agosto 2007, ha dedicato diversi servizi sull’argomento riportando commenti originati da forze politiche, dell’ordine e da enti che si occupano dell’assistenza agli emarginati della città.

Degrado delle città: intervenire prima che sia tardi

Franco Zeffirelli, anziano regista d'opera, di cinema, di teatro, intellettuale già prestato alla politica (era stato senatore) riflette su Firenze e il suo degrado (il centro della città invaso da ubriachi, da turisti o clochards che scambiano i grandi monumenti per orinatoi etc., il falso dio-turismo che soppianta la cultura etc.), proponendo, ma era più che altro una provocazione intellettuale, un partito che si faccia carico di ciò, comunque una riflessione attenta sul tema.

Non sono solito frequentare la Florence by night, ma l'impressione (e le informazioni di cronaca) conferma/confermano la tesi del regista. Siamo sicuri/e, però, che in piccolo la stessa cosa non si verifichi anche in altre realtà, inclusa la piccola e culturalmente/artisticamente meno significativa Bolzano?

Credo che i segnali anche là ci siano e siano da cogliere in tempo, prima di trovarsi a fare i conti con una realtà terribile quanto ingestibile. 

Le colpe della politica, in una realtà come nell'altra, sono assolutamente evidenti, in specie per aver favorito bacini  elettorali "redditizi" a scapito di quelli numericamente "meno rappresentativi" ma, forse, non proprio trascurabili....  

E.G.

"Rifare l'Italia" di Filippo Turati, una lezione per l'oggi

Turati pronunciò alla camera il suo discorso "Rifare l'Italia" appena dopo la fine della Prima Guerra Mondiale. Un discorso col quale cercò di lanciare l'idea che ci volesse uno sforzo per cambiare alcuni dei caratteri distintivi dell'Italia, alcune delle regole di funzionamento delle sue istituzioni, sui diritti civili ed i diritti dei cittadini.

Quel discorso è la base della politica riformista italiana, ne contiene i caratteri e gli obiettivi. A tanti anni di distanza non si può dire che questa visione politica socialista sia riuscita ad aprirsi strade ampie e luminose.

Piuttosto, oggi, è ad un punto talmente basso di presenza nel dibattito politico e negli effettivi obiettivi politici dei partiti italiani, che è difficile respingere la malinconia.

Può sembrare paradossale, ma il seme del riformismo turatiano, nell'Italia di oggi, sembra vivere più nel Pdl che nell'area di sinistra!

Chi ha visto più lontano ...

Il 27 agosto 1978 usciva "Il Vangelo socialista" di Bettino Craxi (e non del sociologo Luciano Pellicani, che si limitò ad una consulenza storico-culturale), nella quale lo statista, allora da due anni "solo" segretario socialista (PSI, per la precisione - presidente del Consiglio lo sarebbe diventato negli anni Ottanta), rivendicava il pensiero di Proudhon contro quello di Marx.

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